Esodo aderisce all'appello per la difesa della legalità e del diritto internazionale
L’attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela è la certificazione della orrificante legge del più forte. È l’ennesima sfacciata aggressione alla legalità, al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite. Un altro atto criminale ed eversivo, politicamente indifendibile e moralmente intollerabile. Un altro spaventoso passo nell’abisso della Terza Guerra Mondiale. Non possiamo andare avanti così!
Sostenere, come ha fatto il governo italiano, che si sia trattato di un “legittimo intervento di natura difensiva contro gli attacchi ibridi alla propria sicurezza” ci mette tutti in pericolo, perché trascina il nostro paese in un mondo dominato dall’illegalità e dall’arbitrio. Lo stesso fa l’Unione Europea che, limitandosi a chiedere “moderazione”, alimenta la politica suicida del doppio standard.
Più che dibattere sulla liceità della guerra, si tratta di costruire pace; occorrono artigiani di pace, soggetti che da un cuore pacificato sappiano trarre le energie per operare per essa nella storia e nel tempo, a tutti i livelli. È una responsabilità che interpella in modo forte i credenti, chiamati a ricercare il Regno di Dio, che è regno di giustizia e di pace, e operare per essa con coraggio e creatività. La pace viene dal futuro e invita a superare contraddizioni e timori, in una lucida testimonianza evangelica.
Tra i tanti e le tante testimoni importanti in tal senso ricordiamo due Vescovi: mons. Luigi Bettazzi (1923-2023) e mons. Tonino Bello (1935-1993), da cui viene – insieme al movimento Pax Christi di cui sono stati presidenti – un richiamo forte e continuativo ad un’incisiva azione di pace, nel contrasto alla guerra e alla corsa agli armamenti. […]
di Annachiara Banzoli
Una premessa
Parigi, 10 dicembre 1948.
L’aria è fredda, quasi tagliente, mentre delegati provenienti da tutto il mondo si alzano per votare.
In un clima di attesa carico di speranza, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, adotta la Dichiarazione universale dei diritti umani, risposta del mondo alle ferite aperte dalla Seconda Guerra Mondiale.
di Carlo Rubini
È venuto a mancare improvvisamente Davide Meggiato, redattore e autore di Esodo per alcuni anni. Si era incrociato con la rivista e con l'associazione aderendovi con slancio, portando un'eredità importante, quella di Gigi Meggiato, morto nel 2007, suo zio, sacerdote, redattore storico, con noi fin dalla prima ora e legato all'esperienza dei Preti Operai.
Quasi a voler dare continuità a quella presenza, pochi giorni dopo Davide era entrato, ben accolto, in redazione.
Esodo associazione aderisce all'appello dell'ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione), di seguito riportato.
Esiste un'idea di politica che vede nel diritto un ostacolo, negli avvocati e nelle associazioni di tutela dei diritti un fastidio e nella magistratura un nemico da abbattere ogni volta che una decisione assunta in nome della legge non aggrada chi detiene il potere.
Sono attacchi che oramai colpiscono tutti coloro i quali, con ruoli diversi, si occupano di tutela dei diritti delle persone ma con particolare intensità quando quei diritti riguardano le persone straniere, coniugando l’attacco alla magistratura con la questione migratoria, vero strumento di propaganda continua.
di Maurizio Ambrosini in "Avvenire" del 9 dicembre 2025
Un documento importante come la National Security Strategy degli Usa di Trump pronostica un fosco avvenire per l’Europa: addirittura la cancellazione della civiltà europea entro vent’anni. La causa sarebbe l’immigrazione incontrollata, favorita da politiche migratorie insostenibili. Gli Stati Uniti promettono di sostenere i partiti “patriottici” che contrastano l’immigrazione, come Afd in Germania e Reform UK nel Regno Unito. L’argomento riecheggia le tesi della sostituzione etnica, anche perché accompagnato dal rilievo del declino demografico del Vecchio Continente.
di Riccardo Redaelli in "Avvenire" 22 novembre 2025
Dicono i contrari alle spese militari che, in fondo, San Francesco mica lo ammazza il terribile lupo di Gubbio: gli parla e lo convince a diventare mansueto. Vabbè, ma era appunto S. Francesco, e trattava con un lupo non con Putin, rispondono gli altri: dinanzi alle sue minacce e al rischio di un’aggressione russa all’Europa, non vi è altra strada del riarmo e di sostenere l’Ucraina nella sua legittima volontà di continuare a difendersi. Chiunque creda fortemente nella pace come valore universale, ma si confronti con le dinamiche geopolitiche del mondo, non può che trovarsi come smarrito fra queste due visioni, che si fatica a conciliare.
Oltre 800 organizzazioni invitano i parlamentari europei a trasferire i fondi dalla guerra alla pace.
Egregi/e componenti del Parlamento europeo,
la prossima settimana sarete chiamati a votare su una questione cruciale, il bilancio 2026, e altri voti e negoziati importanti sono in programma o già in corso, tra cui il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (QFP 2028-2034) e una serie di “pacchetti omnibus”, ovvero processi di deregolamentazione. Tutte queste proposte prevedono aumenti massicci della spesa militare e regali all’industria degli armamenti. Vi chiediamo con forza di opporvi a queste mosse pericolose e di reindirizzare le risorse verso politiche di pace autentiche.
Siamo Stop ReArm Europe, una coalizione di oltre 800 organizzazioni e movimenti della società civile di tutta Europa, che rappresentano una varietà di settori e/o contesti politici, e abbiamo qualcosa in comune.
di Francesco Ognibene in "Avvenire", 5 novembre 2025
Il decesso domenica 2 novembre, annunciato dai media delle Fiandre, la regione del Belgio di cui la 26enne era originaria. Nel racconto ai media durante le sue ultime settimane la denuncia dell’abbandono in cui un sistema dove l’eutanasia è legale da tempo lascia i casi più difficili. Come il suo.
«Ho lottato per metà della mia vita per arrivare al mattino successivo, e ora sono arrivata al punto in cui è diventato insopportabile. Sono esausta. Non cerco più». Siska De Ruysscher, 26 anni, fiamminga, è morta domenica per eutanasia. L’aveva annunciato, chiedendo e ottenendo l’accesso alla morte volontaria con aiuto medico come prevede la legge del Belgio per casi di sofferenza che il paziente ritiene intollerabile. E Siska era ormai stremata dalla depressione che la serrava in una morsa sin dalla preadolescenza.
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