Letture e musica con gli attori diplomati all'Accademia Teatrale "Carlo Golgoni"
Mestre 31maggio 2026, in collaborazione con l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni
A cura di: Associazione Esodo, Iveser, ANPI “Erminio Ferretto” Mestre, Associazione Acqui Venezia, Compagno il Mondo, StoriaMestre, ANPI “7 Martiri” Venezia
di Mattia Dumont
Tempo fa ho fatto un sogno.
Ho fatto un sogno dove dei grossi omoni incappottati mi chiedevano di premere un bottone per far saltare in aria l'Italia.
A me.
Ragazzo, 24enne
smagrito
mezzo francese
mezzo partenopeo
nemmeno troppo sveglio
senza la cazzimma dei napoletani e senza lo charme dei francesi
che poi dai francesi ho ereditato solo quel fatto
che stanno a tutti sul cazzo
di Annachiara Banzoli
Davanti agli straordinari eventi che il Novecento ha portato con sé, la letteratura si è spesso dedicata a narrare l'umanità all'interno delle pieghe della storia: guerre, eventi, stravolgimenti sociali e politici hanno accompagnato grandi riflessioni anche in campo artistico e letterario.
Esiste però, ed è in questo mondo che i paragrafi che seguono vogliono calarsi, un'altra corrente sotterranea che non ha bisogno del clamore dei grandi avvenimenti per dire qualcosa sull'uomo.
Presentazione del libro curato da Sergio Tanzarella Abbasso tutte le guerre. Lettera ai giudici, Lettera ai cappellani militari
26 giugno librerie.Coop Mestre
in dialogo con Bernardino Mason, inMarcia per la pace, e Cristina Oriato, Esodo.
di Ivan Miglioli
Guarda fuori un po' lontano
Fuori, un po' lontano, c'è la guerra,
Che brutta la guerra
Denunciamo la guerra
Facciamo un post per la guerra
Protestiamo per la guerra
Insultiamo per la guerra
Combattiamo per la guerra
Assaltiamo per la guerra
Guerrarriamo guerra guerra!
di Francesca Bocchino
Zia, combattiamo?
Come, combattiamo?!
Ma diamoci i bacini amore di zia dai
facciamoci le coccole
stiamo sul divano
guardiamo un cartone animato.
No. Non è divertente zia. Ci picchiamo?
Ma che ne dici se invece
Costruiamo una torre
Usciamo per mano
Compriamo un gelato
Al cioccolato!
Cantiamo, balliamo.
Ci Vestiamo e andiamo al mercato
Facciamo un dipinto
Andiamo in montagna
Prepariamo una torta
Anzi, sai che facciamo?!
di Maurizio Ambrosini, in Welforum.it
L’incubo “maranza”: i giovani di origine immigrata come pericolo sociale.
Se si parla dei giovani di origine immigrata oggi in Italia, l’attenzione dell’opinione pubblica si appunta quasi inevitabilmente sui cosiddetti “maranza”. E’ vero che in Italia in generale il dibattito sull’immigrazione è catalizzato da una narrazione ansiogena, che di volta in volta fa salire alla ribalta gli aspetti più problematici del fenomeno, o comunque passibili di essere rappresentati come tali, generando allarme sociale e panico morale. Affiora il timore che si stiano formando anche in Italia delle banlieues abitate da una popolazione di giovani di origine immigrata emarginati e ribelli. Da alcuni episodi di cronaca sale un allarme ad ampio raggio per furti, scippi, risse, atti di vandalismo.
di Samuele Marziali
io non credo più
nelle tasche piene di promesse
e nelle vene iniettate di polvere da sparo
io non credo più a chi ti insegna a marciare
prima ancora di camminare
che la dignità ha la forma di un fucile
che il destino veste mimetico
e il mondo sia guerra-centrico
io non credo più a una targhetta addosso
segnato come un codice,
senza volto.
di Pietro Bilal Khachab
Giallo nell'aria non vedo a tre metri per respirare porto una maschera
Tutto è più calmo, non c'è rumore, alberi morti si spogliano e cadono
Su questo suolo non c'è più nulla, è sopravvissuta soltanto la plastica
Come la pelle di chi è rimasto sopravvissuto a quest'altro olocausto
Pezzi di uomini come dipinti si sono fusi alle mura di casa
Se non c'è un corpo, rimasto intero, prova a dirmi allora come riposa
Genere umano ha fatto il suo salto, arrivato al culmine della sua ascesa
Potenza del sole l'aveva ingabbiata, ma si è liberata e la luce si è spenta
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