Pubblichiamo il comunicato stampa del Centro Studi e Ricerche IDOS sul Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025 rivela un aumento di quasi il 50% delle aziende condotte da immigrati in meno di 15 anni. Con vari benefici socioeconomici per il Paese e con una evoluzione che corregge sempre più l’immagine prevalente del fenomeno.
Contribuiscono a rendere più innovativo e “internazionale” l’intero sistema di impresa italiano. Sostengono l’occupazione e la mobilità delle persone di origine straniera. Crescono ininterrottamente, anche in contesti economici sfavorevoli. Sono i protagonisti del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, presentato questa mattina a Roma presso la sala “Esperienza Europa-David Sassoli” e realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa).
Yekatit 12, Il rimosso e la memoria: Addis Abeba 19 febbraio 1937
Evento del 18/02/26 presso il Centro Culturale Candiani, Mestre
Intervengono:
Letture di Rosa Maria Bertoldo Presenta e coordina: Gianfranco Bonesso
di Maurizio Ambrosini in “Avvenire” del 13 febbraio 2026 e nella rassegna stampa del sito finesettimana.org
Il disegno di legge governativo sull’immigrazione ha due facce: la prima è quella istituzionale e paludata dell’attuazione della nuova normativa europea, anche se poi le disposizioni introdotte si allargano a materie che c’entrano poco o nulla con quella normativa. La seconda faccia è quella esibita nella comunicazione verso l’opinione pubblica ed enfatizzata da tv e giornali amici: il disegno di legge anti-immigrati è un complemento del decreto sicurezza appena varato, ribadendo la visione dell’immigrazione come minaccia per la sicurezza del Paese. Parlare di «blocco navale» e di «difesa dei confini» enfatizza infatti il messaggio. E preannuncia una possibile estensione dell’applicazione di norme che di per sé si riferiscono a una componente molto minoritaria dell’immigrazione, quella che arriva dal Mediterraneo, e dovrebbero scattare, come dice il testo circolato in bozza, soltanto in presenza di circostanze eccezionali.
di Annachiara Banzoli
Ci sono libri che non cercano di spiegare l’uomo, ma lo espongono nella sua verità più nuda.
Libri che non nascono per essere letteratura e che tuttavia lo diventano perché nessun’altra forma potrebbe contenere la densità dell’esperienza che mettono sulla pagina.
Se questo è un uomo di Primo Levi appartiene a questa categoria di opere che, nate da un’urgenza prima che da un’intenzione artistica, diventano letteratura per il modo in cui raccontano la realtà ed entrano nelle pieghe dell’agire e del vivere umano.
Leggere Se questo è un uomo è addentrarsi in un territorio che mette alla prova l’umanità oltre ogni limite, in cui la dignità umana è minacciata, negata, quasi cancellata, e proprio per questo interrogata con estrema forza.
Pubblichiamo le parole del Cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, al Premio "Pellegrini di Pace" consegnato allo scrittore David Grossman.
“David, benvenuto.
Benvenuto a Napoli, che è una città strana: ti abbraccia e, mentre ti abbraccia, ti chiede dove ti fa male. Ti offre un caffè e, insieme, ti mostra le mani: mani che hanno lavorato, mani che hanno pregato, mani che hanno perso qualcuno. Napoli è così: non sa parlare senza mettere dentro la carne. E allora io, stasera, non voglio fare un discorso. Voglio fare una domanda. Anzi: una richiesta. Una richiesta semplice, quasi infantile. Di quelle che ti escono senza diplomazia, senza strategia, senza “vediamo”, senza “forse”. Una richiesta che assomiglia a una preghiera e a una testardaggine.
Esodo aderisce all'appello per la difesa della legalità e del diritto internazionale
L’attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela è la certificazione della orrificante legge del più forte. È l’ennesima sfacciata aggressione alla legalità, al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite. Un altro atto criminale ed eversivo, politicamente indifendibile e moralmente intollerabile. Un altro spaventoso passo nell’abisso della Terza Guerra Mondiale. Non possiamo andare avanti così!
Sostenere, come ha fatto il governo italiano, che si sia trattato di un “legittimo intervento di natura difensiva contro gli attacchi ibridi alla propria sicurezza” ci mette tutti in pericolo, perché trascina il nostro paese in un mondo dominato dall’illegalità e dall’arbitrio. Lo stesso fa l’Unione Europea che, limitandosi a chiedere “moderazione”, alimenta la politica suicida del doppio standard.
Più che dibattere sulla liceità della guerra, si tratta di costruire pace; occorrono artigiani di pace, soggetti che da un cuore pacificato sappiano trarre le energie per operare per essa nella storia e nel tempo, a tutti i livelli. È una responsabilità che interpella in modo forte i credenti, chiamati a ricercare il Regno di Dio, che è regno di giustizia e di pace, e operare per essa con coraggio e creatività. La pace viene dal futuro e invita a superare contraddizioni e timori, in una lucida testimonianza evangelica.
Tra i tanti e le tante testimoni importanti in tal senso ricordiamo due Vescovi: mons. Luigi Bettazzi (1923-2023) e mons. Tonino Bello (1935-1993), da cui viene – insieme al movimento Pax Christi di cui sono stati presidenti – un richiamo forte e continuativo ad un’incisiva azione di pace, nel contrasto alla guerra e alla corsa agli armamenti. […]
di Annachiara Banzoli
Una premessa
Parigi, 10 dicembre 1948.
L’aria è fredda, quasi tagliente, mentre delegati provenienti da tutto il mondo si alzano per votare.
In un clima di attesa carico di speranza, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, adotta la Dichiarazione universale dei diritti umani, risposta del mondo alle ferite aperte dalla Seconda Guerra Mondiale.
Pagina 1 di 29