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a cura di Carlo Beraldo, Carlo Bolpin, Vittorio Borraccetti
Con questo fascicolo della rivista, continua la riflessione avviata con il numero dedicato a Patria e Democrazia, dove si è evidenziato il rischio del ritorno anche in Italia di un’idea di patria-nazione costruita in contrapposi- zione a quella di altri popoli, con l’uso strumentale della stessa religione cristiana, ritenuta costitutiva di un’identità che si vuole propria dell’intero Occidente, chiamato a difendere i propri confini territoriali e culturali.
Prende avvio la pubblicazione settimanale di Componimenti sulla guerra, nato da un laboratorio di Lorenzo Maragoni con gli allievi e allieve dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni. Già presentato in occasione del “Laboratorio olimpico” del 5 e 6 novembre al Teatro Olimpico di Vicenza, il progetto è stato riproposto il 20 febbraio nell’incontro per la ricostituzione a Venezia dell'Assessorato per la pace e del Centro pace.
Che cos’è, per voi, la guerra? Questa la domanda che ci è stata posta il giorno dell’inizio del modulo di scrittura.
E noi questo abbiamo messo su foglio: impressioni, emozioni, opinioni, esperienze.
Così, passando per ognuno di noi, si è passati da guerre in casa a guerre in tv a guerre interne a guerre pensate o addirittura sognate, fino a quelle viste.
Ciò che rimane come filo conduttore dei componimenti è una sensazione generazionale di esistere in un mondo in cui la guerra, toccandoci tutti i giorni, ci lascia quasi assuefatti, incapaci di trovare una risposta concreta e attiva a ciò che ci è così lontano e così vicino contemporaneamente.
Chi non vuole più tacere (Pietro Bilal Khachab)
di Elisabetta Xausa, dell’Associazione Rosa Bianca, alcune considerazioni a partire dalla presentazione, a Mestre, del libro di Paola Cavallari Lilith se ne va.
Venerdì 15 Maggio 2026 , alla Libreria COOP di Mestre si è tenuta la presentazione dell’ultima opera di Paola Cavallari Lilith se ne va- Femminismo, spiritualità e passione politica”, scritto per i titoli di VandA.edizioni.
Docente, giornalista, saggista, ideatrice e promotrice dell’Osservatorio Interreligioso sulle violenze contro le donne (OIVD) di cui è presidente emerita, socia del Coordinamento Teologhe italiane, la produzione di Paola Cavallari negli ultimi dieci anni si è concentrata su quell’area ben rappresentata dal sottotitolo della sua ultima fatica: femminismo, spiritualità e passione politica. I titoli stessi dei suoi testi ne danno conto Non sono la costola di nessuno. Letture sul peccato di Eva, Fede e femminismi in Italia, la profezia delle donne, Religioni e prostituzione. Le voci delle donne.
Per una reale parità e libertà religiosa in città
Noi cittadine e cittadini appartenenti a diverse religioni presenti in questa città, assieme a persone non credenti che hanno a cuore il diritto alla libera scelta religiosa, come previsto dalla Costituzione italiana, in particolare dall’articolo 19,
lanciamo un appello
a coloro che si candidano alle cariche di Sindaco e Consigliere comunale, nonché di Presidente e Consigliere di Municipalità, nella città di Venezia.
La libertà religiosa, diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, non riguarda solo lo Stato, ma tutte le istituzioni, compresi i Comuni, che possono adottare misure per renderla effettiva, soprattutto se questa questione riguarda una parte molto significativa della popolazione residente.
In una città che si avvia alle elezioni, e alla luce della situazione critica che osserviamo quotidianamente, riteniamo importante avanzare alcune richieste essenziali per garantire
l’esercizio concreto di questo diritto.
di Maurizio Ambrosini, pubblicato in "Avvenire" del 6 maggio 2026
In un Paese dalle culle sempre più vuote, i nuovi nati da genitori immigrati vanno in controtendenza, contenendo le perdite: quasi 50.000 nel 2024 su un complesso di 370.000 nascite (-10.000 rispetto al 2023). Non per tutti questa è una buona notizia: abbiamo assistito al rilancio della rumorosa campagna per la “remigrazione”, sotto lo spauracchio della Grande sostituzione etnica. Le nascite da famiglie immigrate sarebbero la punta di lancia di un fantomatico piano per sovvertire l’identità culturale del Paese, rimpiazzando la popolazione originaria con tribù di occupanti etnicamente e religiosamente estranei alle nostre tradizioni. Ma anche condividendo una visione più simpatetica del soccorso immigrato al nostro esangue bilancio demografico alcune riflessioni s’impongono: la natalità, anche per gli immigrati, rimanda a più ampie questioni sociali. Vanno considerati tre punti di attenzione.
Nella lettera pastorale alla diocesi "Tornarono a Gerusalemme con grande gioia", Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa, il Patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, riflette sul conflitto e sul ruolo della Chiesa in Terra Santa. La lettera sarà disponibile in libreria dall'11 maggio.
Carissimi,
il Signore vi dia pace!
In questi anni di ministero pastorale ho parlato a voi, alla nostra amata Chiesa di Gerusalemme, in diversi modi: attraverso le omelie, qualche breve lettera e, soprattutto, durante le visite pastorali. Sono state queste ultime, in particolare, i momenti di incontro e di condivisione con le comunità che hanno segnato la vita della Chiesa locale, e anche la mia. Mi hanno permesso di conoscere più da vicino la nostra Diocesi, e di dare espressione concreta a quell’unità tra pastore e comunità che è alla base della vita ecclesiale.
di Mariacristina Cacco, priora monastero di Marango
Questi versetti di Giovanni si inseriscono nel contesto della passione di Gesù e delle parole di saluto che egli pronuncia per sostenere e incoraggiare i discepoli nel tempo della prova.
Infatti qui e all’inizio del capitolo, Gesù ripete: “Non sia turbato il vostro cuore”.
Gesù conosce il cuore dell’uomo, il suo smarrimento e la sua paura e invita ad avere fiducia nel Padre e in lui, assicurando che la morte non li separerà definitivamente.
E il testo di oggi ci ricorda che, prima del suo distacco terreno, Gesù lascia un grande dono: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo io la do a voi”.
Qui si parla di una pace che ha due provenienze contrapposte: la pace che lascia Gesù e la pace come la dà il mondo. E su questo vorrei soffermarmi.
Pubblichiamo il comunicato stampa del Centro Studi e Ricerche IDOS sul Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025 rivela un aumento di quasi il 50% delle aziende condotte da immigrati in meno di 15 anni. Con vari benefici socioeconomici per il Paese e con una evoluzione che corregge sempre più l’immagine prevalente del fenomeno.
Contribuiscono a rendere più innovativo e “internazionale” l’intero sistema di impresa italiano. Sostengono l’occupazione e la mobilità delle persone di origine straniera. Crescono ininterrottamente, anche in contesti economici sfavorevoli. Sono i protagonisti del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, presentato questa mattina a Roma presso la sala “Esperienza Europa-David Sassoli” e realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa).
𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐂𝐞𝐟𝐚𝐥𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐞 𝐂𝐨𝐫𝐟𝐮̀. 𝐏𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢
M9 - Museo del ’900 |Auditorium Cesare De Michelis, via Pascoli 11, Venezia Mestre Venerdì 23 gennaio ore 16:00
Condividiamo il colloquio online - pubblicato sul canale filosofico "Cripta filosofica" - con Lucio Cortella sul libro che raccoglie gli articoli che il professore ha scritto per Esodo.
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Viaggio nei luoghi del chassidismo
di Gianpaolo Anderlini
Qiqaion 2026
Il cantico della terra
di Stefano Mancuso
Laterza 2025
Per amore del mondo. Ecologia e la nuova condizione umana
di Laura Boella
Castelvecchi 2025