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a cura di Carlo Beraldo, Carlo Bolpin, Carlo Rubini
La presidente del Consiglio Meloni in occasione del conferimento, il 24 settembre 2024 a Washington, del premio Global Citizen Award da parte del magnate di Tesla Musk, ha dichiarato che la bussola che guida il “suo” governo è: ”Nazione e patriottismo sono parole di cui non dobbiamo vergognarci. Significano più di un luogo. Significano uno stato d’animo a cui si appartiene condividendo cultura, valori, tradizioni. Quando vediamo le nostre bandiere, se ci sentiamo orgogliosi, significa che proviamo l’orgoglio di far parte di una comunità e che siamo pronti a fare la nostra parte per migliorarne le sorti”.
Condividiamo il colloquio online - pubblicato sul canale filosofico "Cripta filosofica" - con Lucio Cortella sul libro che raccoglie gli articoli che il professore ha scritto per Esodo.
di Mariacristina Cacco, priora monastero di Marango
Siamo in cammino verso la Pasqua, giorni che odorano di passione, non solo per la vicenda di Gesù, ma anche per gli avvenimenti attuali così folli e drammatici: sembra che l’uomo cerchi la distruzione e la morte di questo mondo. Per non rassegnarci a un orizzonte ineluttabile di guerra, sentiamo il bisogno di ricominciare a sperare, ritrovare una direzione di senso alla vita che contrasti la deriva della violenza e prepotenza, dell’ansia del futuro sempre più incerto. In questo contesto, che tocca la nostra vita quotidiana, penso al Vangelo che ci indica una via che va in senso contrario, e in particolare a una figura di donna, che mi affascina per un gesto di squisita tenerezza che rivolge a Gesù negli ultimi giorni della sua vita terrena, svelandone così la preziosità della persona.
di Paola Cavallari, 11 dicembre 2025 in Adista
Note a margine sull’incontro organizzato da OIVD, con Francesca Nuzzolese e Paola Di Nicola per il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
“Mi sono firmata «il giudice» per vent'anni! Per vent'anni, non ho visto la violenza, quella sotterranea, che ferisce, umilia, opprime, traumatizza le donne”. … “Dovremmo sapere e denunciare che non sono considerati femminicidi le uccisioni delle donne che sono state prostituite.” Questi due passaggi fra i più significativi dell’incontro per il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, incontro realizzato dall’Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne (O.I.V.D.).
Yekatit 12, Il rimosso e la memoria: Addis Abeba 19 febbraio 1937
Evento del 18/02/26 presso il Centro Culturale Candiani, Mestre
Intervengono:
Letture di Rosa Maria Bertoldo Presenta e coordina: Gianfranco Bonesso
di Vittorio Borraccetti
1. Rendere giustizia significa dirimere i conflitti tra le persone nella vita sociale sulla base di regole prestabilite, della legge. Ad applicare la regola per risolvere il conflitto è chi è investito della specifica funzione di giudicare, che fa parte in senso lato del potere di governo della società. In origine questo potere non era diviso, separato, era concentrato nel sovrano, che oltre a legiferare e a governare, amministrava la giustizia. L'idea di separare i poteri, di dividere il potere unico del sovrano, si afferma con gli Stati moderni, con il riconoscimento delle tre funzioni dello Stato, legislativa, esecutiva, giudiziaria e l’attribuzione di ciascuna di esse a un organo diverso, rispettivamente l’assemblea legislativa, il governo, i giudici. Questa distinzione non impedisce tuttavia che il vertice dell’organizzazione statale rimanga unico e in grado di influenzare il funzionamento di tutte e tre le funzioni. È così negli stati monarchici, dove il Re è comunque il riferimento di tutte e tre le funzioni, fino all’affermarsi delle monarchie costituzionali, dove questo riferimento diventa prevalentemente di tipo formale. È negli ordinamenti liberali e democratici che il principio della separazione dei poteri diventa effettivo.
di Maurizio Ambrosini in “Avvenire” del 13 febbraio 2026 e nella rassegna stampa del sito finesettimana.org
Il disegno di legge governativo sull’immigrazione ha due facce: la prima è quella istituzionale e paludata dell’attuazione della nuova normativa europea, anche se poi le disposizioni introdotte si allargano a materie che c’entrano poco o nulla con quella normativa. La seconda faccia è quella esibita nella comunicazione verso l’opinione pubblica ed enfatizzata da tv e giornali amici: il disegno di legge anti-immigrati è un complemento del decreto sicurezza appena varato, ribadendo la visione dell’immigrazione come minaccia per la sicurezza del Paese. Parlare di «blocco navale» e di «difesa dei confini» enfatizza infatti il messaggio. E preannuncia una possibile estensione dell’applicazione di norme che di per sé si riferiscono a una componente molto minoritaria dell’immigrazione, quella che arriva dal Mediterraneo, e dovrebbero scattare, come dice il testo circolato in bozza, soltanto in presenza di circostanze eccezionali.
di Grazia Villa, nella Newsletter di febbraio di OIVD
In un tempo storico in cui nelle democrature si tende sempre più a reprimere il dissenso politico e a comprare il consenso elettorale questi due termini tornano in auge con significati contrapposti nel dibattito in corso sulla modifica dell’art. 609-bis del codice penale. Detto articolo, come noto, venne introdotto dopo almeno dieci anni di dibattito, sulla spinta dei movimenti delle donne e grazie alle lotte femministe, unificando in un’unica fattispecie di reato, quello di “violenza sessuale”, abrogando le distinzioni precedenti tra reati di violenza carnale e atti di libidine violenta e spostando la collocazione del reato dal titolo dei reati contro la morale a quello dei reati contro la persona.
di Annachiara Banzoli
Ci sono libri che non cercano di spiegare l’uomo, ma lo espongono nella sua verità più nuda.
Libri che non nascono per essere letteratura e che tuttavia lo diventano perché nessun’altra forma potrebbe contenere la densità dell’esperienza che mettono sulla pagina.
Se questo è un uomo di Primo Levi appartiene a questa categoria di opere che, nate da un’urgenza prima che da un’intenzione artistica, diventano letteratura per il modo in cui raccontano la realtà ed entrano nelle pieghe dell’agire e del vivere umano.
Leggere Se questo è un uomo è addentrarsi in un territorio che mette alla prova l’umanità oltre ogni limite, in cui la dignità umana è minacciata, negata, quasi cancellata, e proprio per questo interrogata con estrema forza.
Pubblichiamo le parole del Cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, al Premio "Pellegrini di Pace" consegnato allo scrittore David Grossman.
“David, benvenuto.
Benvenuto a Napoli, che è una città strana: ti abbraccia e, mentre ti abbraccia, ti chiede dove ti fa male. Ti offre un caffè e, insieme, ti mostra le mani: mani che hanno lavorato, mani che hanno pregato, mani che hanno perso qualcuno. Napoli è così: non sa parlare senza mettere dentro la carne. E allora io, stasera, non voglio fare un discorso. Voglio fare una domanda. Anzi: una richiesta. Una richiesta semplice, quasi infantile. Di quelle che ti escono senza diplomazia, senza strategia, senza “vediamo”, senza “forse”. Una richiesta che assomiglia a una preghiera e a una testardaggine.
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Corpo, umano
di Vittorio Lingiardi
Einaudi 2024
Codice di guerra. Etica dell'intelligenza artificiale nella difesa
Mariarosaria Taddeo
Raffaello Cortina ed. 2025
Necessità e bene. Intorno al pensiero di Simone Weil
di Isabella Adinolfi (a cura)
il melangolo 2025