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a cura di Gianni Manziega, Cristina Oriato, Sandra Savogin
Per non rassegnarci alla guerra dobbiamo ricordare! Ce lo dice Anna Bravo: “per fortuna le buone storie in tempi bui... non fanno preferenze, si materializzano dove vogliono e dove possono, dove capita; e predispongono un terreno di unità che attraversa le dottrine per arrivare a noi con la forza dei fatti” (citata da Savogin).
Storie di donne (e di uomini) che alla guerra in ogni modo, luogo e tempo si sono opposti e che hanno riconosciuto che è necessario e doveroso bandire la guerra dal mondo, per muovere dal famoso brocardo, ma diversamente declinato: si vis pacem para pacem. Per questo abbiamo sentito la necessità di indagare e riportare all’attenzione alcune figure di donne, forse ai più sconosciute, che si sono impegnate e attivate per la pace prima e durante le due guerre mondiali, ma anche in molti conflitti armati successivi e nelle molte situazioni di crisi e di ingiustizia che sono tutt’ora sciaguratamente in atto nel mondo.
di Gianni Bacci, in "Spigolando: notizie in breve e mie opinioni"
Ho conosciuto altre realtà cresciute intorno a una personalità carismatica ma che non sono riuscite ad andare oltre al loro fondatore. Alcune si sono dissolte rapidamente. Altre sono sopravvissute come semplici custodi della memoria.
Ma Bose è una vicenda diversa perché ciò che è stato generato possiede una vita propria e fin dalla metà degli anni ottanta non è più stata solo Enzo.
Molti si sono fermati a leggere l’ultimo decennio, le tensioni, le incomprensioni, le sofferenze che hanno accompagnato la separazione tra Enzo Bianchi e la comunità da lui fondata.
Ma Enzo e Bose non sono solo questo e l’avvio per una riconciliazione richiesto ed accettato senza remora o condizione alcuna lo testimonia.
di Francesco Scaraggi
teng la guerra ngheup u fra (pausa)
io un po' l'ho vista è nella mia città
tra i vicoli nello spaccio di strada
ammazza gente, sposta casse, nasconde facce
la mia città è piccola ma in italia si è fatta un nome
che puoi sentire in lungo e largo per tutta la nazione
per anni ho protestato marciato
mentre a foggia un altro uomo è stato mangiato... dai porci
a volte penso che è tutto inutile
Parola per Ornella Forastefano, uccisa nella notte dell’Assunta [1]
di Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio, in Viandanti 27 agosto 2026
«Fanciulla, io ti dico: àlzati!» (Mc 5, 41)
Esistono notizie che arrivano nel pieno di una festa e la spengono in un istante, lasciando le luminarie accese sopra un silenzio che resta impossibile da riempire, ed è precisamente quanto è accaduto alla nostra Chiesa nelle ore in cui il Ferragosto calabrese si consumava tra le processioni, le tavole imbandite e i fuochi accesi sul mare. Prendo la parola con il cuore pesante e con la responsabilità che il ministero mi consegna, consapevole che davanti a una donna uccisa il silenzio di un vescovo assomiglierebbe a una complicità, e persuaso che la comunità affidata alla mia cura abbia diritto a una riflessione capace di andare oltre lo sgomento delle prime ore, per nominare con verità ciò che è avvenuto in mezzo a noi e per indicare la strada che ci attende.
di Francesca Giordano
Francesca Giordano
Parlami d'amore
per nascondermi il male
per nascondermi il male
pe' me nasconnr' o' mal'
pe' me fa sta buon
pe' num me fa vrè
pe' num me fa pensà
ca chell ca facc' nun serv' chiù a nient
che o' facc' pur inconstantement
pe jÍ annanz'
di Carlo Rubini
Carlo Alberto mi ha espressamente invitato a formulare un pensiero sui quattro interventi della — si fa per dire — recente assemblea di Esodo, chiedendomi un'opinione (sic). È passato del tempo, a caldo sarebbe stato meglio, ma accolgo la proposta e a uno di quei testi mi riferisco come richiesto. Gli interventi sono pubblicati nel sito di Esodo [Coscienza e responsabilità nella società polarizzata] e gli spunti sono tanti per un tema generale veramente onnicomprensivo, Coscienza e responsabilità nella società polarizzata. Sotto questo cappello, infatti, i quattro interventi affrontano temi anche molto diversi tra loro. E alla fine non sciolgono la riserva sul contesto del cappello, la società polarizzata (polarizzata prevede solitamente due poli, e quali siano i due nella indefinita società non è emerso, almeno nella mia, mi rendo conto, limitata comprensione).
di Rosaria Ruocco
Ho dimenticato cosa mi serviva
Acqua, chiavi di casa, collana vado
No
Ho dimenticato le cuffie
Acqua, chiavi di casa, collana, cuffie vado
No
Ho dimenticato la sciarpa
Acqua, chiavi di casa, collana, cuffie, sciarpa vado
No
In memoria di Angelo Casati, morto il 31 agosto 2026, pubblichiamo la recensione che Paola Cavallari ha scritto del libro di don Angelo Il sorriso di Dio. Alla ricerca della bellezza e della libertà dell'uomo, pubblicata nel numero di "Esodo", Bellezza necessaria (2/2015 pp. 61-64).
È arduo fare una presentazione de il Sorriso di Dio, scritto da Angelo Casati1: non è un tipo di scrittura identificabile in un genere. È prima di tutto un canto, un umanissimo e umilissimo canto alla vita che scorre, che appare nella pienezza e poi sfuma, ma sempre gravitante attorno al "timore di Dio". In secondo luogo è una silloge di racconti, di esperienze, di epifanie. Infine una riflessione rapsodica ma tenace sulla fede: una fede che è soave esempio di kenosi, perché si è abbassata e curvata sulle contingenze del mondo, del tempo feriale, nella spoliazione che l’incarnazione comporta; e sa che il dolore ha sempre a fianco un compagno: la Croce.
di Carlo Beraldo
Appaiono assai sconcertanti le motivazioni che il sindaco di Venezia Venturini ha portato a giustificazione del rifiuto all’avvio di una moschea dedicata alla preghiera per i cittadini e i residenti locali di religione musulmana originari del Bangladesh.
Volutamente tralasciando la contrastata valutazione sugli aspetti normativi connessi al progetto di attuazione dell’edificio, quello che impressiona è l’insieme delle altre motivazioni che, a detta del sindaco, paiono dirimenti per la risoluzione della questione e che possono essere sintetizzate nell’affermazione: “Finché la comunità bengalese non si integra come hanno fatto altre comunità, non può esserci discussione” ("Gazzettino" 27/08/2026). Già un’affermazione di questo tipo fa rizzare i capelli a qualsiasi soggetto con un minimo di competenza psico-sociale: com’è possibile esprimere un giudizio fortemente generalista nei confronti di una comunità composta da circa 10.000 soggetti, di età e genere diversi, e con impegno professionale (sicuramente maggioritario per i maschi adulti) non esclusivamente dedicato ai cantieri navali di Marghera o ai negozi di prossimità?
Letture e musica con gli attori diplomati all'Accademia Teatrale "Carlo Golgoni"
Mestre 31maggio 2026, in collaborazione con l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni
A cura di: Associazione Esodo, Iveser, ANPI “Erminio Ferretto” Mestre, Associazione Acqui Venezia, Compagno il Mondo, StoriaMestre, ANPI “7 Martiri” Venezia
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