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a cura di Carlo Beraldo, Carlo Bolpin, Vittorio Borraccetti
Con questo fascicolo della rivista, continua la riflessione avviata con il numero dedicato a Patria e Democrazia, dove si è evidenziato il rischio del ritorno anche in Italia di un’idea di patria-nazione costruita in contrapposi- zione a quella di altri popoli, con l’uso strumentale della stessa religione cristiana, ritenuta costitutiva di un’identità che si vuole propria dell’intero Occidente, chiamato a difendere i propri confini territoriali e culturali.
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di Mariacristina Cacco, priora monastero di Marango
Questi versetti di Giovanni si inseriscono nel contesto della passione di Gesù e delle parole di saluto che egli pronuncia per sostenere e incoraggiare i discepoli nel tempo della prova.
Infatti qui e all’inizio del capitolo, Gesù ripete: “Non sia turbato il vostro cuore”.
Gesù conosce il cuore dell’uomo, il suo smarrimento e la sua paura e invita ad avere fiducia nel Padre e in lui, assicurando che la morte non li separerà definitivamente.
E il testo di oggi ci ricorda che, prima del suo distacco terreno, Gesù lascia un grande dono: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo io la do a voi”.
Qui si parla di una pace che ha due provenienze contrapposte: la pace che lascia Gesù e la pace come la dà il mondo. E su questo vorrei soffermarmi.
Pubblichiamo il comunicato stampa del Centro Studi e Ricerche IDOS sul Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025 rivela un aumento di quasi il 50% delle aziende condotte da immigrati in meno di 15 anni. Con vari benefici socioeconomici per il Paese e con una evoluzione che corregge sempre più l’immagine prevalente del fenomeno.
Contribuiscono a rendere più innovativo e “internazionale” l’intero sistema di impresa italiano. Sostengono l’occupazione e la mobilità delle persone di origine straniera. Crescono ininterrottamente, anche in contesti economici sfavorevoli. Sono i protagonisti del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, presentato questa mattina a Roma presso la sala “Esperienza Europa-David Sassoli” e realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa).
𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐂𝐞𝐟𝐚𝐥𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐞 𝐂𝐨𝐫𝐟𝐮̀. 𝐏𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢
M9 - Museo del ’900 |Auditorium Cesare De Michelis, via Pascoli 11, Venezia Mestre Venerdì 23 gennaio ore 16:00
Condividiamo il colloquio online - pubblicato sul canale filosofico "Cripta filosofica" - con Lucio Cortella sul libro che raccoglie gli articoli che il professore ha scritto per Esodo.
di Mariacristina Cacco, priora monastero di Marango
Siamo in cammino verso la Pasqua, giorni che odorano di passione, non solo per la vicenda di Gesù, ma anche per gli avvenimenti attuali così folli e drammatici: sembra che l’uomo cerchi la distruzione e la morte di questo mondo. Per non rassegnarci a un orizzonte ineluttabile di guerra, sentiamo il bisogno di ricominciare a sperare, ritrovare una direzione di senso alla vita che contrasti la deriva della violenza e prepotenza, dell’ansia del futuro sempre più incerto. In questo contesto, che tocca la nostra vita quotidiana, penso al Vangelo che ci indica una via che va in senso contrario, e in particolare a una figura di donna, che mi affascina per un gesto di squisita tenerezza che rivolge a Gesù negli ultimi giorni della sua vita terrena, svelandone così la preziosità della persona.
di Paola Cavallari, 11 dicembre 2025 in Adista
Note a margine sull’incontro organizzato da OIVD, con Francesca Nuzzolese e Paola Di Nicola per il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
“Mi sono firmata «il giudice» per vent'anni! Per vent'anni, non ho visto la violenza, quella sotterranea, che ferisce, umilia, opprime, traumatizza le donne”. … “Dovremmo sapere e denunciare che non sono considerati femminicidi le uccisioni delle donne che sono state prostituite.” Questi due passaggi fra i più significativi dell’incontro per il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, incontro realizzato dall’Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne (O.I.V.D.).
Yekatit 12, Il rimosso e la memoria: Addis Abeba 19 febbraio 1937
Evento del 18/02/26 presso il Centro Culturale Candiani, Mestre
Intervengono:
Letture di Rosa Maria Bertoldo Presenta e coordina: Gianfranco Bonesso
di Vittorio Borraccetti
1. Rendere giustizia significa dirimere i conflitti tra le persone nella vita sociale sulla base di regole prestabilite, della legge. Ad applicare la regola per risolvere il conflitto è chi è investito della specifica funzione di giudicare, che fa parte in senso lato del potere di governo della società. In origine questo potere non era diviso, separato, era concentrato nel sovrano, che oltre a legiferare e a governare, amministrava la giustizia. L'idea di separare i poteri, di dividere il potere unico del sovrano, si afferma con gli Stati moderni, con il riconoscimento delle tre funzioni dello Stato, legislativa, esecutiva, giudiziaria e l’attribuzione di ciascuna di esse a un organo diverso, rispettivamente l’assemblea legislativa, il governo, i giudici. Questa distinzione non impedisce tuttavia che il vertice dell’organizzazione statale rimanga unico e in grado di influenzare il funzionamento di tutte e tre le funzioni. È così negli stati monarchici, dove il Re è comunque il riferimento di tutte e tre le funzioni, fino all’affermarsi delle monarchie costituzionali, dove questo riferimento diventa prevalentemente di tipo formale. È negli ordinamenti liberali e democratici che il principio della separazione dei poteri diventa effettivo.
di Maurizio Ambrosini in “Avvenire” del 13 febbraio 2026 e nella rassegna stampa del sito finesettimana.org
Il disegno di legge governativo sull’immigrazione ha due facce: la prima è quella istituzionale e paludata dell’attuazione della nuova normativa europea, anche se poi le disposizioni introdotte si allargano a materie che c’entrano poco o nulla con quella normativa. La seconda faccia è quella esibita nella comunicazione verso l’opinione pubblica ed enfatizzata da tv e giornali amici: il disegno di legge anti-immigrati è un complemento del decreto sicurezza appena varato, ribadendo la visione dell’immigrazione come minaccia per la sicurezza del Paese. Parlare di «blocco navale» e di «difesa dei confini» enfatizza infatti il messaggio. E preannuncia una possibile estensione dell’applicazione di norme che di per sé si riferiscono a una componente molto minoritaria dell’immigrazione, quella che arriva dal Mediterraneo, e dovrebbero scattare, come dice il testo circolato in bozza, soltanto in presenza di circostanze eccezionali.
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Il cantico della terra
di Stefano Mancuso
Laterza 2025
Per amore del mondo. Ecologia e la nuova condizione umana
di Laura Boella
Castelvecchi 2025
Socialismo di metà-terra: un piano per salvarci dall'estinzione, dal cambiamento climatico e dalle pandemie
di Troy Vettese e Drew Pendergrass
Mimesis 2025