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a cura di Gianni Manziega, Cristina Oriato, Sandra Savogin
Per non rassegnarci alla guerra dobbiamo ricordare! Ce lo dice Anna Bravo: “per fortuna le buone storie in tempi bui... non fanno preferenze, si materializzano dove vogliono e dove possono, dove capita; e predispongono un terreno di unità che attraversa le dottrine per arrivare a noi con la forza dei fatti” (citata da Savogin).
Storie di donne (e di uomini) che alla guerra in ogni modo, luogo e tempo si sono opposti e che hanno riconosciuto che è necessario e doveroso bandire la guerra dal mondo, per muovere dal famoso brocardo, ma diversamente declinato: si vis pacem para pacem. Per questo abbiamo sentito la necessità di indagare e riportare all’attenzione alcune figure di donne, forse ai più sconosciute, che si sono impegnate e attivate per la pace prima e durante le due guerre mondiali, ma anche in molti conflitti armati successivi e nelle molte situazioni di crisi e di ingiustizia che sono tutt’ora sciaguratamente in atto nel mondo.
di Francesca Bocchino
Zia, combattiamo?
Come, combattiamo?!
Ma diamoci i bacini amore di zia dai
facciamoci le coccole
stiamo sul divano
guardiamo un cartone animato.
No. Non è divertente zia. Ci picchiamo?
Ma che ne dici se invece
Costruiamo una torre
Usciamo per mano
Compriamo un gelato
Al cioccolato!
Cantiamo, balliamo.
Ci Vestiamo e andiamo al mercato
Facciamo un dipinto
Andiamo in montagna
Prepariamo una torta
Anzi, sai che facciamo?!
di Paolo Naso e Brunetto Salvarani
A Gaza ha fatto un deserto e l’ha chiamata pace; con Netanyahu ha sottoscritto un patto di ferro dal quale, di fronte ai continui bombardamenti in Libano, non sa come uscire; in Iran non ha ottenuto (quasi) nulla e ha appena scalfito la forza del regime degli ayatollah. Sin qui le guerre di Trump non hanno conseguito nessuna delle vittorie che, da miles gloriosus, si è accreditato. Soprattutto ha perduto la battaglia di Roma, l’irragionevole contesa con “l’americano papa” che è cosa ben diversa dal “papa americano” che il presidente sperava di arruolare tra i propagandisti della “guerra giusta”. I fatti sono noti: negli ultimi mesi il Presidente che si accredita come messia di una nuova America finalmente “di nuovo grande” decide di ingaggiare una guerra senza precedenti contro il vescovo di Roma accusato di essere “debole sulla criminalità, debole sulle armi nucleari. Dovrebbe rimettersi in carreggiata come papa, – ecco il consiglio paterno inviato dalla Casa Bianca – usare il buon senso, smettere di compiacere la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica”.
di Maurizio Ambrosini, in Welforum.it
L’incubo “maranza”: i giovani di origine immigrata come pericolo sociale.
Se si parla dei giovani di origine immigrata oggi in Italia, l’attenzione dell’opinione pubblica si appunta quasi inevitabilmente sui cosiddetti “maranza”. E’ vero che in Italia in generale il dibattito sull’immigrazione è catalizzato da una narrazione ansiogena, che di volta in volta fa salire alla ribalta gli aspetti più problematici del fenomeno, o comunque passibili di essere rappresentati come tali, generando allarme sociale e panico morale. Affiora il timore che si stiano formando anche in Italia delle banlieues abitate da una popolazione di giovani di origine immigrata emarginati e ribelli. Da alcuni episodi di cronaca sale un allarme ad ampio raggio per furti, scippi, risse, atti di vandalismo.
Pubblichiamo le relazioni introduttive che hanno aperto il dibattito su Coscienza e responsabilità nella società polarizzata, tema al centro dell’Assemblea dei soci del 18 aprile 2026.
Carlo Beraldo
A proposito del tempo triste che stiamo vivendo e delle contraddizioni con cui le dimensioni esistenziali della coscienza e della responsabilità si esprimono, ritengo abbia destato stupore per molte persone le pubbliche prese di posizione che papa Leone ha espresso in queste ultime settimane su come va il mondo. Cito alcune delle sue affermazioni:
Lunedì dell’Angelo - 6 aprile 2026 a Regina Coeli: la malvagità corrompe la storia, chiamati ad essere annunciatori di verità (…) preghiamo per la pace, si fermi chi uccide e vuole il mondo in ginocchio.
di Samuele Marziali
io non credo più
nelle tasche piene di promesse
e nelle vene iniettate di polvere da sparo
io non credo più a chi ti insegna a marciare
prima ancora di camminare
che la dignità ha la forma di un fucile
che il destino veste mimetico
e il mondo sia guerra-centrico
io non credo più a una targhetta addosso
segnato come un codice,
senza volto.
di Pietro Bilal Khachab
Giallo nell'aria non vedo a tre metri per respirare porto una maschera
Tutto è più calmo, non c'è rumore, alberi morti si spogliano e cadono
Su questo suolo non c'è più nulla, è sopravvissuta soltanto la plastica
Come la pelle di chi è rimasto sopravvissuto a quest'altro olocausto
Pezzi di uomini come dipinti si sono fusi alle mura di casa
Se non c'è un corpo, rimasto intero, prova a dirmi allora come riposa
Genere umano ha fatto il suo salto, arrivato al culmine della sua ascesa
Potenza del sole l'aveva ingabbiata, ma si è liberata e la luce si è spenta
Prende avvio la pubblicazione settimanale di Componimenti sulla guerra, nato da un laboratorio di Lorenzo Maragoni con gli allievi e allieve dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni. Già presentato in occasione del “Laboratorio olimpico” del 5 e 6 novembre al Teatro Olimpico di Vicenza, il progetto è stato riproposto il 20 febbraio nell’incontro per la ricostituzione a Venezia dell'Assessorato per la pace e del Centro pace.
Che cos’è, per voi, la guerra? Questa la domanda che ci è stata posta il giorno dell’inizio del modulo di scrittura.
E noi questo abbiamo messo su foglio: impressioni, emozioni, opinioni, esperienze.
Così, passando per ognuno di noi, si è passati da guerre in casa a guerre in tv a guerre interne a guerre pensate o addirittura sognate, fino a quelle viste.
Ciò che rimane come filo conduttore dei componimenti è una sensazione generazionale di esistere in un mondo in cui la guerra, toccandoci tutti i giorni, ci lascia quasi assuefatti, incapaci di trovare una risposta concreta e attiva a ciò che ci è così lontano e così vicino contemporaneamente.
Chi non vuole più tacere (Pietro Bilal Khachab)
di Elisabetta Xausa, dell’Associazione Rosa Bianca, alcune considerazioni a partire dalla presentazione, a Mestre, del libro di Paola Cavallari Lilith se ne va.
Venerdì 15 Maggio 2026 , alla Libreria COOP di Mestre si è tenuta la presentazione dell’ultima opera di Paola Cavallari Lilith se ne va- Femminismo, spiritualità e passione politica”, scritto per i titoli di VandA.edizioni.
Docente, giornalista, saggista, ideatrice e promotrice dell’Osservatorio Interreligioso sulle violenze contro le donne (OIVD) di cui è presidente emerita, socia del Coordinamento Teologhe italiane, la produzione di Paola Cavallari negli ultimi dieci anni si è concentrata su quell’area ben rappresentata dal sottotitolo della sua ultima fatica: femminismo, spiritualità e passione politica. I titoli stessi dei suoi testi ne danno conto Non sono la costola di nessuno. Letture sul peccato di Eva, Fede e femminismi in Italia, la profezia delle donne, Religioni e prostituzione. Le voci delle donne.
Per una reale parità e libertà religiosa in città
Noi cittadine e cittadini appartenenti a diverse religioni presenti in questa città, assieme a persone non credenti che hanno a cuore il diritto alla libera scelta religiosa, come previsto dalla Costituzione italiana, in particolare dall’articolo 19,
lanciamo un appello
a coloro che si candidano alle cariche di Sindaco e Consigliere comunale, nonché di Presidente e Consigliere di Municipalità, nella città di Venezia.
La libertà religiosa, diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, non riguarda solo lo Stato, ma tutte le istituzioni, compresi i Comuni, che possono adottare misure per renderla effettiva, soprattutto se questa questione riguarda una parte molto significativa della popolazione residente.
In una città che si avvia alle elezioni, e alla luce della situazione critica che osserviamo quotidianamente, riteniamo importante avanzare alcune richieste essenziali per garantire
l’esercizio concreto di questo diritto.
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Dignità
di Lea Ypi
Feltrinelli 2026
Per un mondo migliore
di Jürgen Habermas
Feltrinelli 2026
Un progetto globale di liberazione. Paolo di Tarso interpella la chiesa di Roma
di Alessandro Sacchi
Gabrielli Editori