futuro del cristianesimo

di Piero Stefani

È inscritto nella logica dell'esistenza sia collettiva, sia individuale che si faccia l'abitudine quasi a tutto. È una regola implicita della sopravvivenza. Il giudizio di valore al suo riguardo dipende perciò da quello riservato al vivere assunto in quanto tale. Se continuare a campare è giudicato cosa buona, adattarsi alle situazioni risulta una via obbligata. Allora diviene a poco a poco accettabile quanto dapprincipio appariva sconvolgente.

Il documento "Radicarsi nel nuovo" nasce da un gruppo ecumenico autoconvocato. Tra le persone che hanno fatto la prima stesura del documento compaiono membri di diverse chiese cristiane, ministri della chiesa cattolica e protestante. 

di Carlo Bolpin

Molto ricco continua il dibattito sulle “celebrazioni in tempo di pandemia”, ma rischia di restare nascosto quello che considero il nodo di fondo. Inizia a porlo il documento “Liturgia e futuro”, 25 Maggio 2020, scritto da Andrea Grillo con Alberto Dal Maso e Luca Palazzi, quando indica che le nuove sfide riguardano il “futuro ecclesiale, oltre che rituale”.

di Carlo Rubini

Solo la storia che verrà dirà se la linea “pastorale” di Papa Francesco e il suo neo-umanesimo saranno la chiave per dare un futuro alla Chiesa Cattolica e al Cristianesimo come professione di fede all’interno della Chiesa stessa. Insistendo sul neo-umanesimo Papa Francesco non mette in atto una rimozione dei contenuti della fede, ma sposta più in là quei contenuti. Ponendoli sul piano dell’etica e rendendo così impliciti i contenuti della fede cristiana.

Un gruppo di "cittadine e cittadini di confessione cristiano-cattolica" ha voluto scrivere una lettera al Presidente della CEI, card. Bassetti, al Presidente del Consiglio, avvocato Conte, sulla celebrazione delle messe con la partecipazione del popolo nella Fase 2 della pandemia Covid-19. Il testo è aperto alla sottoscrizione. 

di Gianni Manziega

“Così dice il Signore, che aprì una strada nel mare [...]: Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa [...]. Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi” (Isaia 43,16 passim).

di Maria Antonietta Vito

Mi sembra onesto partire dall’ammissione della mia difficoltà di credere, se per credere s’intende: accettare, nella sua pienezza, la professione di fede del Credo. 
Ma non è dei dubbi d’ordine teologico e dogmatico che intendo parlare.

di Maria Antonietta e Domenico Canciani

La fede, in Simone Weil, non nasce da un itinerario conoscitivo d’ordine concettuale, ma da un vissuto personale, un'esperienza di contatto diretto col Cristo, col Dio incarnato.

di Gianni Manziega

Non c'è dubbio che la partecipazione alla preghiera comunitaria, soprattutto alla Cena del Signore, è passaggio essenziale della vita di un cristiano. Ma ci sono delle situazioni che impediscono al credente tale partecipazione.

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