futuro del cristianesimo

"La Piattaforma di Iniziative Laudato Si del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale è uno spazio in cui istituzioni, comunità e famiglie possono apprendere e crescere insieme".

di Angelo Reginato

Prosegue con Angelo Reginato, pastore della Chiesa Battista di Lugano, il confronto nato dal numero di Esodo "E fu sera e fu mattina", la genesi tra scienza e fede e le domande poste da Vittorio Borraccetti nel suo Tre riflessioni a partire dai racconti biblici della creazione.

Penso siano feconde le domande poste da Vittorio Borraccetti. Ognuna richiederebbe l’apertura di un cantiere teologico. Mi limito a esprimere alcune reazioni che hanno suscitato in me.

Il prossimo numero della rivista Esodo sarà incentrato sulla figura di Gesù indagata da vari punti di vista. In questo percorso di ricerca, abbiamo anche chiesto di rispondere alla domanda “Chi è Gesù per te?”. Questa di Carlo Rubini è una prima risposta.

“Chi è Gesù per te?”, già la domanda per come è formulata dice molto, sia di chi la formula e sia dell’implicita condizione della persona a cui è rivolta.
Infatti, con il verbo al presente, “chi è” è del tutto evidente che chi pone la domanda è persona di fede. Perché è solo il cosiddetto “Gesù della fede” che, da chi crede in lui, è considerato il vivente, una condizione che giustifica il verbo al presente assegnato a una persona o a un’entità che c’è, esiste e non semplicemente che è esistito.

di Jean Louis Ska

Il numero 4/2020 della rivista Esodo “E fu sera e fu mattina”. La genesi tra fede e scienza affronta il dibattito delle compatibilità tra le dottrine della “creazione” e quelle dell’“evoluzione”. In particolare la questione posta riguarda le diverse interpretazioni e il significato della lettura del testo biblico: la Parola di Dio nei racconti umani. Su questo tema ha scritto nel numero Jean Louis Ska, docente di Esegesi dell’Antico Testamento al Pontificio Istituto Biblico e autori di numerosi saggi, che ha tenuto una relazione ("Dov'eri quando io fondavo la terra?", incontro con J.L. Ska) rispondendo alle nostre domande.
Sul numero sono intervenuti nel sito Daniele Garota (Tra creazione e salvezza: la trappola del sapere) e Vittorio Borraccetti (Tre riflessioni a partire dai racconti biblici della creazione), che ha posto alcune domande fondamentali relative all’articolo e alla relazione di Ska, al quale abbiamo chiesto di rispondere con una prima breve riflessione.

di Fulvio Ferrario

La lettura di Bonhoeffer riesce sempre ad affascinare, soprattutto a motivo del talento del teologo per le formulazioni incisive e dell'intreccio assolutamente particolare tra teologia e biografia. Mentre però testi come Sequela (1937) o le lettere dal carcere (redatte tra il 1943 e il 1944 e pubblicate postume col titolo Resistenza e resa) si prestano a diversi livelli di lettura, compresi alcuni che non richiedono particolari conoscenze teologiche o storiche, l'Etica (che possediamo nella forma di manoscritti incompiuti, redatti tra il 1940 e i primi mesi del 1943) rivela la propria originalità e fecondità anche per l'oggi solo mediante un'analisi più complessa.

di Isabella Adinolfi

Voglio specchiarti sempre in tutta la figura, 
mai cieco o troppo vecchio,
per sostenere la tua immagine vacillante e greve.
(R. M. Rilke, Libro d'ore)

Nel racconto biblico della creazione, ai versetti 26-28 del primo capitolo della Genesi, si legge: “E Dio disse: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza, e abbia potere sui pesci del mare e sui volatili del cielo, sugli animali domestici su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano sulla terra’. E Dio creò l’uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo creò. Maschio e femmina li creò”. Questi pochi versetti nella tradizione ebraica e cristiana hanno conosciuto una vastissima fortuna. Come intendere infatti il testo biblico? In cosa si somigliano Dio e l’uomo? Si è o si diviene simili a Dio?

La questione del potere all'interno della chiesa

di Franco Macchi

Ho letto con attenzione l’ultimo numero del 2017 di Esodo e volentieri espongo alcuni echi, che gli articoli dedicati in quel fascicolo al tema centrale del sacerdozio nella chiesa, hanno movimentato il flusso dei miei pensieri. La loro lettura alla fine, almeno a me, ha lasciato la sensazione della mancanza di un filo conduttore logico e della mancanza di un nodo centrale intorno a cui avrebbero dovuto ruotare i vari contributi, pur nelle legittime variazioni che esso naturalmente permette e richiede.

di Paolo Naso e Brunetto Salvarani

Come abbiamo spesso riferito sulle pagine di Esodo, ci sembra un dato di fatto che, dopo anni di sostanziale impronunciabilità, la parola dialogo stia riprendendo a comparire con una certa frequenza nel linguaggio delle chiese. Esempio evidente di ciò quanto accaduto fra il 4 e il 5 febbraio scorsi [2019, ndr], nel palcoscenico fiabesco degli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi. Dove papa Francesco e il grande imam di al-Azhar - principale centro culturale sunnita al mondo, sito al Cairo - hanno firmato insieme un documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, assai denso, se esercitiamo la virtù cristiana della speranza, di potenzialità benefiche.

di Paolo Ricca

Una delle maggiori anomalie, per non dire infedeltà, della cristianità odierna è il regime di apartheid eucaristico (non c’è modo di chiamarlo altrimenti, anche se rincresce di doverlo fare), nel quale vive, sembra serenamente, ormai da un millennio fino a oggi, la grande maggioranza dei cristiani. La Chiesa cattolica, infatti, tutte le Chiese ortodosse e un certo numero di Chiese evangeliche applicano alla mensa del Signore le regole dell’apartheid: escludono cioè dalla partecipazione a quella mensa tutti i cristiani che non appartengono alla loro comunità.

Go to top
JSN Shine is designed by JoomlaShine.com | powered by JSN Sun Framework