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il punto di .....

Crisi dello Stato costituzionale di diritto e dell'ordine internazionale

07 Novembre 2025
07 Novembre 2025
Visite: 149

di Vittorio Borraccetti

1. Dopo la sconfitta del nazifascismo, l'orizzonte della storia futura sembrava promettere un cammino verso un ordine internazionale da cui fosse bandita la guerra e verso una società ordinata sulla base del riconoscimento dei diritti della persona, della libertà, dell'uguaglianza. Anche se molte erano le contraddizioni presenti, a partire dalla profonda diversità delle concezioni politiche degli Stati che si erano alleati per sconfiggere il nazifascismo, l’impegno era quello di operare da una parte perché nei rapporti tra gli Stati non ci fosse più la guerra e dall'altra affinché all’interno della società governata dallo Stato fossero riconosciuti, tutelati e promossi i diritti delle persone, con una forma dello Stato democratica, respingendo l'idea di un potere che si impone contro il popolo, quest’ultimo inteso come entità plurale. Questa visione, peraltro, e la stessa concezione di democrazia, non erano intese nello stesso modo dagli Stati che avevano sconfitto il nazifascismo e da quelli che sottoscrissero la dichiarazione dei diritti dell’uomo e diedero vita all’Onu. Neppure in Europa e nel nostro Occidente. Del resto, ancora oggi in molte parti del mondo e nella stessa Europa molto sono gli Stati con ordinamenti non democratici.

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l futuro demografico del mondo

02 Ottobre 2025
02 Ottobre 2025
Visite: 346

di Nicoletta Dentico, in sbilanciamoci.info, 16 settembre 2025

La demografia è in cambiamento nel mondo intero, tra bassa natalità e invecchiamento di larga parte della popolazione. Ma allora siamo troppi o troppo pochi? Intervista al demografo Massimo Livi Bacci, oratore del recente convegno Laboss di Fiesole.

Premessa

Mai come in questi ultimi anni la dimensione della popolazione umana è divenuta oggetto di interesse diffuso, talvolta spasmodico, e di crescente apprensione. Da una parte, il calo demografico risulta una tendenza mondiale inesorabile a trenta anni esatti dalla conferenza del Cairo su popolazione e sviluppo. Secondo le più recenti statistiche, un Paese su quattro nel mondo deve fare i conti con una popolazione in declino (UN DESA, 2024). Parliamo di un fenomeno complesso che abbraccia il crollo degli indici di fertilità, l’invecchiamento della popolazione e il drastico ridimensionamento della forza lavoro, tra molti altri aspetti della questione.

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Guerra economica ed economia di guerra

10 Settembre 2025
10 Settembre 2025
Visite: 399

di Giuseppe Tattara 


Premessa

La guerra economica si riferisce a strategie e azioni intraprese da un paese per danneggiare l'economia di un avversario. Questo può includere sanzioni commerciali, dazi, blocchi economici, cyber attacchi e altre misure che mirano a indebolire la capacità economica di un nemico. L'obiettivo è spesso quello di ottenere vantaggi politici o militari senza ricorrere a un conflitto armato diretto.
L'economia di guerra si riferisce all'organizzazione e alla gestione delle risorse economiche di un paese durante un conflitto armato o a sostegno di un conflitto armato gestito da un paese terzo. In questo contesto, le nazioni possono mobilitare risorse, aumentare la produzione di beni militari e implementare misure per aumentare l'efficienza economica necessaria per sostenere uno sforzo bellico. Questo può includere il razionamento di beni, l'aumento della tassazione e la riconversione delle industrie per produrre materiali bellici.

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Il governo delle migrazioni

27 Marzo 2025
27 Marzo 2025
Visite: 201

di Franco Valenti   

L’Europa è in fibrillazione per la caduta del regime della famiglia Assad. Invece di partecipare attivamente alla soddisfazione per la fine di un regime sanguinario che, in circa 60 anni di potere assoluto, ha martirizzato decine di migliaia di cittadini inermi – ritenuti oppositori politici magari solo per una innocente critica al regime – ora trova il modo di bloccare i riconoscimenti di protezione internazionale ai profughi siriani la cui pratica è ancora in corso, per rispedirli subito in Siria, insieme agli eventuali nuovi malcapitati che stanno per arrivare o che stanno decidendo di partire. 
Attraverso il movimento islamista Hay’at Tahrir al-Sham, la Turchia coglie due obiettivi: Erdogan può rispedire indietro tre milioni di siriani trattenuti nei campi profughi senza servizi e impossibilitati a regolare la propria posizione, mentre l’Europa gli promette un ulteriore miliardo per aiutarlo a rimpatriarli e a contenere eventuali siriani in uscita dal suo Paese. Così, il “sultano” può continuare a chiudere – qualche volta ad aprire “ad arte” – i flussi migratori a suon di miliardi. E l’Europa, per le vie brevi – troppo brevi – può fare persino a meno di considerare lo status dei sopraggiunti. Dichiarazioni, in tal senso, sono state udite dalle nostre orecchie, da subito, in Germania, Danimarca e Italia.

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Una riforma che sottomette la magistratura

24 Marzo 2025
24 Marzo 2025
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di Vittorio Borraccetti, in "Il Mattino di Padova" di venerdì 21 marzo 2025

La riforma costituzionale in discussione al Parlamento riguarda l’ordinamento della magistratura. Il suo scopo non è tanto la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Se questo fosse stato, la maggioranza di governo avrebbe potuto conseguirlo agevolmente con un disegno di legge ordinaria, senza toccare la Costituzione, secondo le indicazioni dalla Corte costituzionale in due sentenze del 2000 e 2002.
La separazione delle carriere mira invece allo scardinamento dell’attuale assetto costituzionale della magistratura e al controllo del pubblico ministero. Quello che non si vuole è il pubblico ministero indipendente nell’indagine e nell’esercizio dell’azione penale obbligatoria, che è una condizione dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. La separazione darà vita a un ordine autonomo di pubblici ministeri, titolari del potere di indagine e di iniziativa penale, senza più riferimento alla giurisdizione nel suo insieme, quindi fatalmente destinato a trovare un riferimento nel potere politico oppure a essere limitato nel potere di indagine e di iniziativa penale.

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Prevenire l'aborto?

13 Maggio 2024
13 Maggio 2024
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di Carlo Beraldo

Periodicamente in Italia si sviluppano discussioni, che spesso degenerano in veri e propri conflitti tra posizioni in netta contrapposizione ideologica, sul tema dell’aborto. Recentemente la polemica, alimentata dai differenti giudizi sull’inserimento in Francia dell’aborto come diritto costituzionale, è sorta in conseguenza dell’inserimento nel cosiddetto Decreto PNRR 2024, ratificato dal Parlamento nell’ultima settimana di aprile, di un comma che così dice: “Le regioni organizzano i servizi consultoriali nell'ambito della Missione 6, Componente 1, del PNRR e possono avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche del coinvolgimento di soggetti del Terzo  settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità” (Art. 44-quinquies.).

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Cattolici non cristiani?

22 Ottobre 2023
22 Ottobre 2023
Visite: 749

di Giancarla Codrignani  

 

La presidente Meloni assieme a Orban (il presidente della "democrazia illiberale") ha detto che loro "difendono Dio". Le domande che vengono immediatamente sono: quale Dio? da chi va difeso? e come uno Stato può difendere Dio

Che il mondo non è immobile, lo dimostrano le storie dei singoli paesi e delle istituzioni. Parlare di un Dio “difeso” da un governo è un controsenso rispetto a Dio che non vuole essere nominato invano e rispetto ai principi dello Stato moderno. La Pira pensava che la Costituzione dovesse avere un preambolo in cui si scrivesse che “nel nome di Dio” veniva approvata la Carta fondamentale e fu proposta giustamente bocciata. Che Dio non vada “usato” dai poteri è il minimo sindacale proprio perché, per quanto in buona fede secondo le credenze di tempo e luogo, gli uomini, figurarsi i politici (la cosa vale anche per le donne) sono fallibili.

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Addio a Giannino Piana

13 Ottobre 2023
13 Ottobre 2023
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di Gianni Manziega

Ora che ho superato gli ottanta, inevitabilmente, voltandomi indietro, rivedo i volti di qualificati intellettuali non più in vita, scrittori e saggisti prevalentemente nel campo della filosofia e della teologia, che hanno collaborato con la rivista Esodo, di cui sono direttore redazionale, e che hanno lasciato traccia nel cammino della nostra ricerca: Germano Pattaro, Benedetto Calati, Luigi Sartori, Amos Luzzatto, Carlo Molari, Pino Goisis, (forse ne dimentico qualcuno)... e ora Giannino Piana. 

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Riflessioni etiche sul suicidio assistito

19 Luglio 2023
16 Luglio 2023
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di Giannino Piana

Che cosa pensi di un eventuale riconoscimento legale del suicidio assistito anche nel nostro Paese? Va sempre per principio rifiutato o esistono situazioni in cui lo si può ammettere?

Non sono di per sé contrario all’introduzione anche nella legislazione del nostro Paese del suicidio assistito, purché vengano circoscritte con precisione le condizioni richieste per il ricorso ad esso. Sono sempre stato un sostenitore dell’importanza delle cure palliative, ancora troppo poco praticate in alcune aree geografiche del nostro Paese.

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