di Carlo Rubini
È venuto a mancare improvvisamente Davide Meggiato, redattore e autore di Esodo per alcuni anni. Si era incrociato con la rivista e con l'associazione aderendovi con slancio, portando un'eredità importante, quella di Gigi Meggiato, morto nel 2007, suo zio, sacerdote, redattore storico, con noi fin dalla prima ora e legato all'esperienza dei Preti Operai.
Quasi a voler dare continuità a quella presenza, pochi giorni dopo Davide era entrato, ben accolto, in redazione.
Esodo associazione aderisce all'appello dell'ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione), di seguito riportato.
Esiste un'idea di politica che vede nel diritto un ostacolo, negli avvocati e nelle associazioni di tutela dei diritti un fastidio e nella magistratura un nemico da abbattere ogni volta che una decisione assunta in nome della legge non aggrada chi detiene il potere.
Sono attacchi che oramai colpiscono tutti coloro i quali, con ruoli diversi, si occupano di tutela dei diritti delle persone ma con particolare intensità quando quei diritti riguardano le persone straniere, coniugando l’attacco alla magistratura con la questione migratoria, vero strumento di propaganda continua.
di Maurizio Ambrosini in "Avvenire" del 9 dicembre 2025
Un documento importante come la National Security Strategy degli Usa di Trump pronostica un fosco avvenire per l’Europa: addirittura la cancellazione della civiltà europea entro vent’anni. La causa sarebbe l’immigrazione incontrollata, favorita da politiche migratorie insostenibili. Gli Stati Uniti promettono di sostenere i partiti “patriottici” che contrastano l’immigrazione, come Afd in Germania e Reform UK nel Regno Unito. L’argomento riecheggia le tesi della sostituzione etnica, anche perché accompagnato dal rilievo del declino demografico del Vecchio Continente.
di Riccardo Redaelli in "Avvenire" 22 novembre 2025
Dicono i contrari alle spese militari che, in fondo, San Francesco mica lo ammazza il terribile lupo di Gubbio: gli parla e lo convince a diventare mansueto. Vabbè, ma era appunto S. Francesco, e trattava con un lupo non con Putin, rispondono gli altri: dinanzi alle sue minacce e al rischio di un’aggressione russa all’Europa, non vi è altra strada del riarmo e di sostenere l’Ucraina nella sua legittima volontà di continuare a difendersi. Chiunque creda fortemente nella pace come valore universale, ma si confronti con le dinamiche geopolitiche del mondo, non può che trovarsi come smarrito fra queste due visioni, che si fatica a conciliare.
Oltre 800 organizzazioni invitano i parlamentari europei a trasferire i fondi dalla guerra alla pace.
Egregi/e componenti del Parlamento europeo,
la prossima settimana sarete chiamati a votare su una questione cruciale, il bilancio 2026, e altri voti e negoziati importanti sono in programma o già in corso, tra cui il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (QFP 2028-2034) e una serie di “pacchetti omnibus”, ovvero processi di deregolamentazione. Tutte queste proposte prevedono aumenti massicci della spesa militare e regali all’industria degli armamenti. Vi chiediamo con forza di opporvi a queste mosse pericolose e di reindirizzare le risorse verso politiche di pace autentiche.
Siamo Stop ReArm Europe, una coalizione di oltre 800 organizzazioni e movimenti della società civile di tutta Europa, che rappresentano una varietà di settori e/o contesti politici, e abbiamo qualcosa in comune.
di Francesco Ognibene in "Avvenire", 5 novembre 2025
Il decesso domenica 2 novembre, annunciato dai media delle Fiandre, la regione del Belgio di cui la 26enne era originaria. Nel racconto ai media durante le sue ultime settimane la denuncia dell’abbandono in cui un sistema dove l’eutanasia è legale da tempo lascia i casi più difficili. Come il suo.
«Ho lottato per metà della mia vita per arrivare al mattino successivo, e ora sono arrivata al punto in cui è diventato insopportabile. Sono esausta. Non cerco più». Siska De Ruysscher, 26 anni, fiamminga, è morta domenica per eutanasia. L’aveva annunciato, chiedendo e ottenendo l’accesso alla morte volontaria con aiuto medico come prevede la legge del Belgio per casi di sofferenza che il paziente ritiene intollerabile. E Siska era ormai stremata dalla depressione che la serrava in una morsa sin dalla preadolescenza.
di Alberto Madricardo, in Ytali. 22 ottobre 2025
La Festa ha cominciato a incrinare il muro di vetro che divide la Piazza dalla città. Ha dischiuso davanti agli occhi dei veneziani uno spazio di possibilità che essi stessi ritenevano perduto. È stato dunque un piccolo ma importante passo simbolico che va nel senso della rivitalizzazione della Piazza e con essa, della città intesa come comunità viva e consapevole
Venerdì 17 ottobre, ore 16, Piazza San Marco – Venezia: con la visita guidata gratuita alla Biblioteca marciana è cominciata la “Festa dei veneziani in Piazza”. Alle ore 17 è partita la visita guidata offerta da Casa The Human Safety Net (Procuratie vecchie). Alle 18, quella al Negozio Olivetti – Bene FAI. Contemporaneamente, quella guidata gratuita alla Piazza proposta dall’Associazione delle Guide turistiche di Venezia, su due turni per un totale di 50 persone al giorno per i tre giorni.
Ecco perché dobbiamo farlo!
Nessuno può chiudere gli occhi e il cervello di fronte all’uccisione sistematica di bambini, donne e uomini di ogni età. Uccidere è criminale.
Nessuno può assistere alla macellazione quotidiana di così tante persone costrette a patire le peggiori sofferenze fino a morire di fame. Questo è disumano. Nessuno può accontentarsi delle parole di condanna che restano parole. Se lo facciamo tradiamo noi stessi, i nostri principi, i nostri valori e le nostre leggi. Salvare i sopravviventi di Gaza è un nostro dovere morale e un obbligo giuridico. Ecco perché dobbiamo organizzare subito una “Operazione di Salvataggio” degli abitanti di Gaza.
Ecco perché dobbiamo intervenire con un piano concreto!
Pubblichiamo l'appello interreligioso del 29 agosto 2025 sottoscritto da Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), Yassine Lafram, Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII), Abu Bakr Moretta, Presidente del Comunità Religiosa Islamica Italiana (COREIS), Naim Nasrollah, Presidente della Moschea di Roma, Imam Yahya Pallavicini, Comunità Religiosa Islamica Italiana (COREIS), Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«Questo appello nasce dalla convinzione dell’improrogabile necessità di favorire qualsiasi iniziativa di incontro per arginare l’odio, salvaguardare la convivenza, purificare il linguaggio e tessere la pace. Responsabilità di singoli e di soggetti collettivi!
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