Presentazione del libro curato da Sergio Tanzarella Abbasso tutte le guerre. Lettera ai giudici, Lettera ai cappellani militari
26 giugno librerie.Coop Mestre
in dialogo con Bernardino Mason, inMarcia per la pace, e Cristina Oriato, Esodo.
di Ivan Miglioli
Guarda fuori un po' lontano
Fuori, un po' lontano, c'è la guerra,
Che brutta la guerra
Denunciamo la guerra
Facciamo un post per la guerra
Protestiamo per la guerra
Insultiamo per la guerra
Combattiamo per la guerra
Assaltiamo per la guerra
Guerrarriamo guerra guerra!
di Francesca Bocchino
Zia, combattiamo?
Come, combattiamo?!
Ma diamoci i bacini amore di zia dai
facciamoci le coccole
stiamo sul divano
guardiamo un cartone animato.
No. Non è divertente zia. Ci picchiamo?
Ma che ne dici se invece
Costruiamo una torre
Usciamo per mano
Compriamo un gelato
Al cioccolato!
Cantiamo, balliamo.
Ci Vestiamo e andiamo al mercato
Facciamo un dipinto
Andiamo in montagna
Prepariamo una torta
Anzi, sai che facciamo?!
di Maurizio Ambrosini, in Welforum.it
L’incubo “maranza”: i giovani di origine immigrata come pericolo sociale.
Se si parla dei giovani di origine immigrata oggi in Italia, l’attenzione dell’opinione pubblica si appunta quasi inevitabilmente sui cosiddetti “maranza”. E’ vero che in Italia in generale il dibattito sull’immigrazione è catalizzato da una narrazione ansiogena, che di volta in volta fa salire alla ribalta gli aspetti più problematici del fenomeno, o comunque passibili di essere rappresentati come tali, generando allarme sociale e panico morale. Affiora il timore che si stiano formando anche in Italia delle banlieues abitate da una popolazione di giovani di origine immigrata emarginati e ribelli. Da alcuni episodi di cronaca sale un allarme ad ampio raggio per furti, scippi, risse, atti di vandalismo.
di Samuele Marziali
io non credo più
nelle tasche piene di promesse
e nelle vene iniettate di polvere da sparo
io non credo più a chi ti insegna a marciare
prima ancora di camminare
che la dignità ha la forma di un fucile
che il destino veste mimetico
e il mondo sia guerra-centrico
io non credo più a una targhetta addosso
segnato come un codice,
senza volto.
di Pietro Bilal Khachab
Giallo nell'aria non vedo a tre metri per respirare porto una maschera
Tutto è più calmo, non c'è rumore, alberi morti si spogliano e cadono
Su questo suolo non c'è più nulla, è sopravvissuta soltanto la plastica
Come la pelle di chi è rimasto sopravvissuto a quest'altro olocausto
Pezzi di uomini come dipinti si sono fusi alle mura di casa
Se non c'è un corpo, rimasto intero, prova a dirmi allora come riposa
Genere umano ha fatto il suo salto, arrivato al culmine della sua ascesa
Potenza del sole l'aveva ingabbiata, ma si è liberata e la luce si è spenta
Prende avvio la pubblicazione settimanale di Componimenti sulla guerra, nato da un laboratorio di Lorenzo Maragoni con gli allievi e allieve dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni. Già presentato in occasione del “Laboratorio olimpico” del 5 e 6 novembre al Teatro Olimpico di Vicenza, il progetto è stato riproposto il 20 febbraio nell’incontro per la ricostituzione a Venezia dell'Assessorato per la pace e del Centro pace.
Che cos’è, per voi, la guerra? Questa la domanda che ci è stata posta il giorno dell’inizio del modulo di scrittura.
E noi questo abbiamo messo su foglio: impressioni, emozioni, opinioni, esperienze.
Così, passando per ognuno di noi, si è passati da guerre in casa a guerre in tv a guerre interne a guerre pensate o addirittura sognate, fino a quelle viste.
Ciò che rimane come filo conduttore dei componimenti è una sensazione generazionale di esistere in un mondo in cui la guerra, toccandoci tutti i giorni, ci lascia quasi assuefatti, incapaci di trovare una risposta concreta e attiva a ciò che ci è così lontano e così vicino contemporaneamente.
Chi non vuole più tacere (Pietro Bilal Khachab)
Per una reale parità e libertà religiosa in città
Noi cittadine e cittadini appartenenti a diverse religioni presenti in questa città, assieme a persone non credenti che hanno a cuore il diritto alla libera scelta religiosa, come previsto dalla Costituzione italiana, in particolare dall’articolo 19,
lanciamo un appello
a coloro che si candidano alle cariche di Sindaco e Consigliere comunale, nonché di Presidente e Consigliere di Municipalità, nella città di Venezia.
La libertà religiosa, diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, non riguarda solo lo Stato, ma tutte le istituzioni, compresi i Comuni, che possono adottare misure per renderla effettiva, soprattutto se questa questione riguarda una parte molto significativa della popolazione residente.
In una città che si avvia alle elezioni, e alla luce della situazione critica che osserviamo quotidianamente, riteniamo importante avanzare alcune richieste essenziali per garantire
l’esercizio concreto di questo diritto.
di Maurizio Ambrosini, pubblicato in "Avvenire" del 6 maggio 2026
In un Paese dalle culle sempre più vuote, i nuovi nati da genitori immigrati vanno in controtendenza, contenendo le perdite: quasi 50.000 nel 2024 su un complesso di 370.000 nascite (-10.000 rispetto al 2023). Non per tutti questa è una buona notizia: abbiamo assistito al rilancio della rumorosa campagna per la “remigrazione”, sotto lo spauracchio della Grande sostituzione etnica. Le nascite da famiglie immigrate sarebbero la punta di lancia di un fantomatico piano per sovvertire l’identità culturale del Paese, rimpiazzando la popolazione originaria con tribù di occupanti etnicamente e religiosamente estranei alle nostre tradizioni. Ma anche condividendo una visione più simpatetica del soccorso immigrato al nostro esangue bilancio demografico alcune riflessioni s’impongono: la natalità, anche per gli immigrati, rimanda a più ampie questioni sociali. Vanno considerati tre punti di attenzione.
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