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restiamo umani

Addio a Paolo Ricca

19 Agosto 2024
19 Agosto 2024
Visite: 352

di Carlo Bolpin

Tanti con competenza parlano e parleranno di Paolo Ricca, della ricchezza e della profondità dei suoi studi e della sua predicazione, maestro di vita nella fede.
È molto difficile per me parlare ora di Paolo Ricca al passato, in realtà continuo a parlare con lui, a sentire la sua voce sorridente gentile mite, come ho fatto con riconoscenza anche nelle ultime volte quando dall’ospedale lui si è preoccupato di chiamare per dirmi che sarebbe stato difficile per lui venire all’incontro che stavamo organizzando a novembre. Sempre pronto a rispondere alle richieste di consigli, di indicazioni, di scrivere un articolo o di venire a parlare in una piccola parrocchia della provincia veneziana, che lui riusciva a far diventare un colloquio aperto con persone appassionate delle sue parole. La sua capacità di chiarezza teorica era sempre intrecciata alle esperienze della vita personale, anche più intime, con una reciproca illuminazione. Sembrava parlasse a ciascuno e, come è stato scritto, al cuore di ciascuno.
Meglio lasciar parlare Paolo stesso, con l’ultimo articolo scritto per Esodo sulla fede.

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Vite abbandonate

16 Luglio 2024
16 Luglio 2024
Visite: 278

Secondo rapporto sulla situazione e i bisogni delle persone migranti in arrivo dalla rotta balcanica a Trieste. 

Il presente Rapporto segue quello pubblicato nell’anno 2023 con il titolo “Vite abbandonate. Rapporto sulla situazione e i bisogni delle persone migranti in arrivo dalla rotta balcanica a Trieste nel 2022”. È stato redatto dalla stessa Rete solidale che unisce le forze di associazioni che a Trieste operano sui temi dell’accoglienza, della tutela legale e dell’assistenza umanitaria a persone migranti che arrivano nella città dalla rotta balcanica.
L’attività della Rete era già stata avviata nel 2021, si è rinforzata nel corso del 2022 ed è poi proseguita consolidandosi nel 2023. Ciò ha permesso di attuare un monitoraggio costante e quotidiano della situazione con una collegata attività di supporto e assistenza gestita interamente dagli autori del presente Rapporto con il sostegno crescente della società civile.

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Gli sbarchi sono calati perché sempre più migranti muoiono nel deserto

15 Luglio 2024
15 Luglio 2024
Visite: 251

di Maurizio Ambrosini, in "Avvenire" di  sabato 13 luglio 2024

Sono calati gli sbarchi in Italia (28.376 all’11 luglio, contro 73.173 di un anno fa: meno della metà) e il governo canta vittoria. La strategia dell’esternalizzazione dei confini sembra ora dare frutti, mediante gli accordi con il governo autoritario tunisino e il rinnovo dei finanziamenti a governo e milizie locali libiche. Certo occorre cautela: partenze e sbarchi da anni oscillano, in dipendenza di vari fattori, tra cui il meteo e le condizioni del mare, quest’anno a lungo sfavorevoli. Le rotte cambiano e cercano altri sbocchi, spesso più lunghi, costosi e pericolosi dei precedenti. Ma credo si debba ammettere che le politiche attuate dai governi del Nord del mondo per il contenimento delle migrazioni indesiderate e degli arrivi spontanei per asilo alla fine raggiungono buona parte dei loro obiettivi. L’abbiamo già visto con gli accordi tra Ue e Turchia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Marocco, Niger (ora denunciato dal governo golpista).

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La guerra nega la dignità umana. I tre strati del Magistero cattolico “de bello” e il loro difficile raccordo

05 Luglio 2024
05 Luglio 2024
Visite: 250

di Andrea Grillo, in “Come se non” - http://www.cittadellaeditrice.com/munera/ - del 13 giugno 2024 

La luce del recente documento Dignitas infinita illumina la questione della guerra in una forma nuova. Prima di tutto leggiamo qui di seguito il testo dei nn. 38-39, con alcune evidenziature. Va detto che la prospettiva del documento è quella della “negazione della dignità infinita”, che nella guerra trova, ahinoi, uno dei suoi luoghi classici. Ecco i due paragrafi dedicati al tema:

38. Un’altra tragedia che nega la dignità umana è la guerra, oggi come in ogni tempo: «guerre, attentati, persecuzioni per motivi razziali e religiosi, e tanti soprusi contro la dignità umana […] vanno “moltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una ‘terza guerra mondiale a pezzi’”». Con la sua scia di distruzione e dolore, la guerra attacca la dignità umana a breve e a lungo termine: «pur riaffermando il diritto inalienabile alla legittima difesa, nonché la responsabilità di proteggere coloro la cui esistenza è minacciata, dobbiamo ammettere che la guerra è sempre una “sconfitta dell’umanità”.

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Per fermare la barbarie

03 Luglio 2024
03 Luglio 2024
Visite: 304

di Carlo Bolpin

Concordo con quanto scrive Paola Cavallari sullo “stupro bellico” (Lo stupro bellico: "quintessenziale" della virilità). Penso che occorra alzare la voce sulle tematiche che lei affronta, troppo poco considerate. Non si ripete mai abbastanza il concetto di fondo: “quella dell’uomo sulla donna è la forma di violenza primigenia, […] che funge da modello e precede – se non storicamente certo su un piano simbolico – ogni altra forma di conflitto, sia etnico, religioso, tribale, di classe, di partito o di nazione; in altre parole, il modello della sopraffazione pura, prima dell’oppressione dell’uomo sull’uomo, quella della oppressione dell’uomo sulla donna”. Non se ne traggono le conseguenze sul piano culturale e dell’azione pratica nei diversi settori pubblici e interpersonali.
Cerco di porre alcune questioni per invitare all’approfondimento, senza ribadire quanto Paola scrive bene.

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Arena 2024 - Per uscire dal sistema di guerra

02 Luglio 2024
02 Luglio 2024
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di Sergio Paronetto, pubblicato in Viandanti il 23 maggio 2024

Una giornata di grazia, una piccola ONU dei popoli. All’Arena “giustizia e pace si baceranno” (Sal 85) del 18 maggio 2024 era presente una folla multicolore di 12.000 persone, espressione di centinaia di associazioni, gruppi e movimenti. Quello di Verona è diventato, nei fatti, il primo incontro italiano dei movimenti popolari (definiti dal papa “poeti sociali”), o, per meglio dire, l’incontro dei movimenti popolari mondiali con associazioni e movimenti italiani.
Tanta gente proveniente da tutta Italia (da Bolzano a Trapani) e da tutto il mondo: il brasiliano J. Pedro Stedile dei Sem terra, l’ugandese Vanessa Nakate del Friday for future, l’afghana Mahbouba Seraj, candidata al Nobel, il palestinese Aziz Sarah con l’israeliano Maoz Inon, la bielorussa Olga Karak; tante donne, collegate in video, dei movimenti femminili Women Wage Peace, Women of the Sun e dell’Alleanza per la pace in Medio Oriente, il filosofo Edgar Morin.

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Tent of Nations

26 Giugno 2024
26 Giugno 2024
Visite: 498

di Laura Munaro

“We refuse to be enemy” (ci rifiutiamo di essere nemici). Così cita la scritta all’ingresso della fattoria denominata Tent of Nations a sud di Betlemme, gestita dalla famiglia Nassar, arabo cristiana, da generazioni. La scritta rappresenta la scelta di vita di Daoud Nassar, il proprietario dell’azienda agricola di famiglia.
Situata su una collina in West Bank - Area C dei territori occupati, la fattoria si estende su 42 ettari. È circondata da cinque insediamenti illegali di Gush Etzion, secondo quanto stabilito dagli accordi di Oslo del 1993 e dalla quarta convenzione di Ginevra. La famiglia Nassar vive vicino al Muro di separazione che divide tutta la Palestina da Israele.

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Nel Mediterraneo serve una nuova operazione Mare Nostrum

21 Giugno 2024
21 Giugno 2024
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di Maurizio Ambrosini, in Avvenire del 20 giugno 2024

A volte le coincidenze sono illuminanti. È appena finito il G7, che nel suo comunicato finale menziona le migrazioni, ma adottando quell’approccio che ormai è diventato abituale nel discorso istituzionale dei paesi avanzati. I grandi del mondo hanno lanciato “la Coalizione del G7 per prevenire e contrastare il traffico di migranti”, affermando: «ci concentreremo sulle cause profonde della migrazione irregolare, sugli sforzi per migliorare la gestione delle frontiere e frenare la criminalità organizzata transnazionale e sui percorsi sicuri e regolari per la migrazione». L’ultimo aspetto, il più importante, viene solo dopo la sorveglianza dei confini e la lotta contro gli arrivi non autorizzati.

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Deterrenza

21 Giugno 2024
21 Giugno 2024
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di Luca Casarini, da l'Unità, 19 giugno 2024

"Sono rimasti tutti a bocca aperta"

Il G7 dunque, si è concluso con due naufragi, dove sono morte più di cento innocenti, tanti bambini. Nessuno lo dirà, il copione del vertice prevedeva i saluti finali e la foto opportunity dei “grandi”, a bordo piscina del resort di plastica a cinque stelle dove si è celebrato l’evento. Come ha avuto modo di dichiarare la presidente del consiglio, reginetta della festa, “le signore facevano lo shopping, e davanti alle orecchiette preparate dai nostri chef, sono rimasti tutti a bocca aperta…”. Anche i cento inghiottiti ancora una volta dalle acque della nostra fossa comune per migranti, il mare, avevano la bocca aperta. Cercavano aria per poter respirare, intrappolati nella stiva di una barca di otto metri dove erano stipati uno sull’altro, finche una barca a vela di soccorso, Nadir della flotta civile, non li ha raggiunti, a sud di Lampedusa, sfondando con le asce il legno di quella che era diventata una cassa da morto galleggiante.

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