Viaggio nei luoghi del chassidismo
di Gianpaolo Anderlini
Qiqaion 2026
Viaggio nei luoghi del chassidismo è una vera e propria guida a dei luoghi ben precisi, delle tombe, ma è anche una guida spirituale, per persone che in qualche modo credono al Dio di Abramo, al Dio di Isacco, al Dio di Giacobbe e, per noi cristiani, al Dio di Gesù.
L’Autore, Gianpaolo Anderlini, insegnante di liceo e grande esperto di ebraismo, durante i viaggi di istruzione in Polonia a visitare i luoghi della Shoah, decide di portare i suoi allievi a visitare la tomba di uno dei più grandi maestri del Chassidismo, il rabbi Elimelek a Lezajsk (Lizhensk in jiddish), anche per ripercorrere una storia della presenza ebraica in Europa, e in particolare in quei territori (tra Polonia, Bielorussia ed Ucraina) che non sia solo legata al Novecento e alla Shoah.
Questa prima tappa diventerà successivamente l’occasione per approfondire la conoscenza di quel mondo, oggetto di distruzione nei secoli fino alla Shoah, ma anche ricco di cultura e di vita e che in qualche modo sopravvive, come viene ben descritto nella prefazione di Sandro Ventura.
Il libro inizia con dei consigli di lettura, saggi ma anche romanzi, per approfondire ciò che noi sappiamo di questi Maestri che è legato alla tradizione soprattutto orale. Poi, Anderlini ci accompagna nei capitoli successivi facendoci apprezzare qualità e differenze delle figure principali: rabbi Elimelek, rabbi Menachem Mendel Morgenstern, rabbi Jakov Jitschach ha-Levi Horowitz, rabbi Levi Jitschach, rabbi Nachman e il Baal Shem Tov. E infine eccoci all’ultima tomba del nostro “viaggio”: quella di rav Moshe Shapira, figlio di un discepolo del Baal Shem Tov, anch’egli un chassid, ricordato perché ha stampato un’edizione del Talmud che è stata per diverso tempo il testo di riferimento per le comunità chassidiche dentro e fuori l’impero russo.
Ciò che sappiamo, in particolare dalla lettura dei racconti, è in realtà molto diverso da ciò che questi uomini sono stati realmente. I racconti, quasi sempre aneddotici e agiografici, fanno però intravedere la profondità della conoscenza e la ricchezza dell’interpretazione che li caratterizzano. Questi Maestri, questi saddikim, decidono di rivolgersi ai semplici, perché è attraverso la semplicità che si raggiunge il Santo, benedetto egli sia, ma sempre e comunque a partire dallo studio attento e appassionato di testi come la Torah e il Talmud.
La sopravvivenza di questo mondo spirituale così affascinante è dovuta anche al fatto che ci sono dei discepoli di questi Maestri, che ne continuano gli studi e ne tengono viva la memoria e gli insegnamenti, visitandone le tombe. E noi, con Gianpaolo Anderlini e i suoi studenti, anche.
di Anna Urbani