Corpo, umano
di Vittorio Lingiardi 
Einaudi 2024

Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista ha scritto un libro sul corpo, dal titolo Corpo, umano. Niente di originale, si può pensare, e lo confessa anche lui nella prima parte del libro, a partire dalla difficile scelta del titolo per non incorrere in spiacevoli ripetizioni. Così ha deciso di mettere una virgola tra corpo e umano, un segno che diventa una pausa. Mi pare che quella virgola possa voler dire forse anche una specie di “cioè”, corpo è ciò che ci rende umani.

Il libro è diviso in tre “stanze”: il corpo ricordato, il corpo dettagliato e il corpo ritrovato.
Il corpo ricordato è il corpo nel suo insieme, a partire dai primi gesti di cura che lo strutturano insieme alla mente, e non è dato l’uno senza l’altra e viceversa. È anche l’incontro con il desiderio, con la sessualità, con la trasformazione, fino alla morte.
E, come per guardare meglio un quadro siamo abituati ad allontanarci ma può essere importante anche guardare da vicino i dettagli, così Lingiardi apre la seconda “stanza”. Il corpo dettagliato è composto dai capitoli che parlano dei diversi organi: comincia con quello dedicato al cuore e finisce con il cervello. Una scelta, scrive l’Autore, che avrebbe potuto essere anche opposta, nel senso che questi due organi fin dai tempi antichi sono stati considerati la sede, il nocciolo duro, se possiamo dire così, della nostra umanità, e quindi della nostra esistenza affettiva, il cuore, e razionale, il cervello. Lingiardi ci accompagna di capitolo in capitolo, in un viaggio affascinante, dove ogni organo è raccontato nella sua funzione sana, e anche nel suo alterarsi per vari motivi, alcuni più noti, altri meno conosciuti.
La terza, e ultima stanza, è il corpo ritrovato, che c’è, che siamo, che ci racconta e che si racconta, nonostante la nostra epoca apparentemente si caratterizzi per la sua assenza. Ma il nostro corpo è stato anche rappresentato e quindi il libro è arricchito, a partire dalla copertina, da tante riproduzioni che contribuiscono a far emergere la ricchezza del tema.

Insomma, il libro è come un manuale di anatomia affettiva, di libere e competenti associazioni che ci fanno capire, o meglio intuire, che meraviglia siamo e di che complessità siamo fatti. E come, nonostante l’uguaglianza della biologia, siamo diversi. Trovo molto significativa la frase con cui si chiude il libro: “Noi siamo un corpo che, vivendo, muore. Ma poiché oltre all’occhio, all’utero, al polmone, siamo uno sguardo, un neonato, un respiro, noi siamo il corpo che, morendo, vive”.

di Anna Urbani


Vittorio Lingiardi 
Corpo, umano

Einaudi 2024, pp. 296, euro 20,00