Come vento cucito alla terra 
di Ilaria Tuti 
Longanesi 2022

Ho letto un libro tenero e contemporaneamente forte, un libro che parla di emancipazione ed empowerment, o forse, più semplicemente, di giustizia.
Si tratta di Come vento cucito alla terra di Ilaria Tuti. La scrittrice, che stava facendo delle ricerche sulla prima guerra mondiale, trova delle notizie su un’attività di ricamo per i soldati e poi su due donne inglesi, Flora Murray e Louisa Anderson, mediche chirurghe che sotto la protezione della Croce Rossa francese prima e poi in modo più autonomo tornate in Gran Bretagna, fondarono il primo ospedale completamente gestito da donne: donne che curano uomini. Da queste due notizie Tuti costruisce il romanzo ambientato appunto tra la Francia e la Gran Bretagna durante la prima guerra mondiale, alternando le descrizioni del fronte e delle armi sempre più distruttive a quelle della vita in ospedale dove si curano ferite e traumi sempre più mortali.

Fino ad allora le donne, che da poco avevano avuto accesso agli studi universitari, curavano solo donne e bambini. In quella esperienza invece si confrontarono con un mondo completamente maschile e con situazioni drammatiche dal punto di vista chirurgico e umano, anche per il fatto che loro erano donne e i feriti erano dei militari. Proprio in questo contesto trova spazio anche il ricamo, un’attività considerata femminile e perciò inferiore all’arte militare, ma che diventerà per uomini gravemente mutilati dalla guerra un modo possibile di riscattarsi e sentirsi vivi.

Un libro e una storia importante, da leggere, conoscere e far circolare. Come sempre sapere da dove veniamo ci aiuta a sapere chi siamo e dove desideriamo andare.
Come donne che a volte diamo per scontato che la parità negli studi, nelle professioni, nel lavoro di cura ci siano sempre state e non siamo abbastanza consapevoli, responsabili e grate di quanta fatica e sacrifici sono costati alle nostre nonne e bisnonne quello che per noi è ancora a volte quasi un diritto e non un diritto e basta.
Come uomini che costantemente violano quel principio di uguaglianza così ovvio e “naturale” che renderebbe il mondo più bello e interessante invece che ancora pericoloso, soprattutto per le donne in quanto donne.
E infine come esseri umani che, nonostante il secolo breve da cui ci dividono pochissimi anni, continuiamo a considerare la guerra un fatto umano e non una terribile atrocità da cui liberarsi una volta per tutte.

di Anna Urbani

Ilaria Tuti
Come vento cucito alla terra 

Longanesi 2022, pp. 384, euro 22,00