Orfeo tra mito e storia
di Stefano Toffolo
Armellin Musica
L’autore è un musicista autore di numerosi testi sui rapporti tra musica, letteratura e arti visive. In questo breve e denso saggio ripercorre il viaggio della figura di Orfeo dal mito, raccontato dagli autori greci e latini, alle varie letture nella letteratura, nella filosofia, nel teatro, nella musica, nel cinema, fino al fumetto e alla psicoanalisi.
Questo percorso è trattato in nove capitoli, Variazioni, introdotte da una Ouverture e chiuso da una Coda (Orfeo dalla terra al cielo). Il libro infine è arricchito da una ricca e utile Bibliografia.
All’inizio e alla fine della ricerca rimane aperta la domanda sul perché la figura del cantore Orfeo sia così affascinante e piena di significati dall’antichità ad oggi, dalla mitologia alla modernità, assumendo profili rappresentativi delle culture più diverse dal dio dei greci all’Orfeo nero dei cantori della rivendicazione della negritude.
Di grande interesse è come l’autore, in modo chiaro, metta in evidenza il legame tra il rinnovamento dei contenuti del mito, il contesto culturale dei diversi momenti e le stesse innovazioni di carattere musicale, teatrale e degli stessi strumenti.
Il Mistero dell’eternità presente nell’oggi può essere spiegato solo da un cantore divino, sulle orme di Orfeo, non nel senso di rendere chiaro e distinto con parole definitive, ma in quello di distendere, di aprire ciò che se fissato, chiuso, rimane come un oggetto illusoriamente chiarito, rimane indicibile se non in immagini e canti che portano alla luce della coscienza la pluralità di interrogativi e di significati che chiedono la decisione tra molteplici possibilità , di gettarsi nell’ oscuro anche a rischio della vita.
Inspiegabile è il gesto di Orfeo di voltarsi a guardare Euridice condannandola così per sempre all’Ade, e perciò aperta a una molteplicità di interpretazioni opposte ma che, nello stesso tempo, stanno assieme, come nei sogni, nella creatività dell’amore che spera. Il voltarsi indietro di Orfeo è segno, quindi, di incoerenza e di incertezza, di fretta e di ansia, di paura, di un soggiacere all’inconscio inevitabile, ma è anche un atto di amore che può essere pieno solo nell’assenza. Così la poesia, il canto, la musica, fanno rivivere eterna l’amata, non in un cielo lontano ma nella natura stessa trasfigurata e nella storia.
di Carlo Bolpin