Di fulmini e tempesta 
di Chiara Polita 
Marsilio 2025

A scuola si studia, e speriamo si continuerà a studiare, la Storia sulla base di fonti e documenti noti da tempo e, se si trova un o una insegnante più illuminata, anche alla luce di scoperte più recenti. Poi c’è la scrittura creativa, la letteratura, la capacità di raccontare storie che possono ricordare il passato, ma anche narrare il presente e immaginare il futuro, per crescere in umanità. Di fulmini e tempesta di Chiara Polita, storica, divulgatrice e appassionata di ricerca e dei saperi legati ai luoghi della sua vita, è un esempio molto interessante di un possibile intreccio tra Storia e Letteratura, creativo e fecondo anche per delle riflessioni sul presente.

Cosa succede se si racconta una storia nota, quella degli anni dal 1943 al 1945, quella della Resistenza contro il nazifascismo, ambientata in un certo luogo, che vive attorno a un fiume, alla Piave, ormai quasi alla sua foce? Succede che impari informazioni e notizie, per esempio su chi era Attilio Rizzo o monsignor Luigi Saretta o i nomi dei tredici martiri, a cui sono intitolate piazze e strade della città che vivi o attraversi. Impari avvenimenti accaduti in fondo non tanto tempo fa, come ad esempio la vicenda dei “figli della colpa”: i bambini e le bambine nati in seguito agli stupri delle donne italiane da parte dei soldati dell’Impero Asburgico durante la prima guerra mondiale.

Il tutto è reso con una scrittura delicata e attenta, capace di descrivere luoghi fisici e interiori in modo, secondo me, molto efficace e intenso. La protagonista del romanzo è una donna, Maria. A lei non è intitolata nessuna via, perché è una persona immaginata dall'Autrice che però riesce bene a esprimere ciò che da sempre le donne fanno senza clamore: resistere per esistere.

di Anna Urbani

Chiara Polita
Di fulmini e tempesta
Marsilio 2025, pp. 368, euro 18,00