Un giorno tutti diranno di essere stati contro
Omar El Akkad
Feltrinelli 2025
Possono esserci tante suggestioni durante la lettura di un libro: a volte anche quello che accade nello stesso momento nel mondo fa risuonare in modo diverso le parole che leggiamo. Mentre stavo leggendo Un giorno tutti diranno di essere stati contro di Omar El Akkad, una persona che in questo momento occupa un posto di potere nel governo degli Stati Uniti ha chiesto di sanzionare un’altra persona che da mesi riferisce su quanto sta accadendo in Israele Palestina. Risaltano così ancora di più le parole di El Akkad, giornalista e scrittore nato a Il Cairo, ma presto emigrato con la famiglia prima in Qatar, poi in Canada e ora negli Stati Uniti, di cui è diventato cittadino. Il libro è infatti una lunga denuncia di ciò che ha fatto e fa l’Occidente, e noi che lo abitiamo, per mantenere il proprio potere e gli interessi personali dei suoi cittadini.
L’Autore si chiede e ci chiede quanti bambini gazawi devono morire o sopravvivere mutilati perché succeda veramente qualcosa, perché si finisca di bombardare e di vendere armi a chi bombarda creature inermi e innocenti, che non possono dare niente in cambio perché sono nate e vivono nella parte sbagliata del mondo. Purtroppo non c’è neanche un numero, minimo o massimo, per il quale l’Occidente si senta chiamato in causa a intervenire e a cambiare il suo assetto politico ed economico.
È un libro che ci mette di fronte anche brutalmente alla nostra ipocrisia e al fatto che dire “è complesso” non ci esime dalla responsabilità. No, davanti a certi fatti, che accadono lontano dai nostri occhi, ma che sappiamo esistere e che servono a mantenere il nostro cosiddetto benessere e stile di vita, non possiamo pensare di cavarcela, dicendo “è complesso”. Si deve prendere posizione o attivamente, come gli studenti che hanno manifestato nei campus o chi ha protestato in tante occasioni, o in modo negativo, passivo, come il boicottaggio o come Aaron Bushnell, la persona che si è data fuoco per la Palestina negli Stati Uniti.
In modo attivo o passivo, rispondiamo all’appello della poetessa palestinese Rasha Abdulhadi: “Ovunque siate, se potete gettare sabbia sugli ingranaggi del genocidio fatelo ora. Se è una manciata, buttatela. Se avete pochi granelli sotto un’unghia, raschiateli e lanciateli. Mettetevi in mezzo come potete”. Il peggio che può accadere è esattamente ciò che sta accadendo con Francesca Albanese, da parte di Rubio.
di Anna Urbani
Omar El Akkad
Un giorno tutti diranno di essere stati contro
Feltrinelli 2025, pp. 192, euro 18,00