Un giorno nella vita di Abed Salama. Anatomia di una tragedia a Gerusalemme 
di Nathan Thrall 
Neri Pozza 2025

Spiazzante, interessante, importante da leggere e da far leggere. Si tratta di Un giorno nella vita di Abed Salama. Anatomia di una tragedia a Gerusalemme, vincitore del premio Pulitzer non fiction 2024.
L’autore è Nathan Thrall, un giornalista esperto di Medio Oriente che vive a Gerusalemme.

Thrall racconta in cinque parti la storia di un terribile incidente automobilistico che ha coinvolto un camion con il rimorchio e uno scuolabus che trasportava dei bambini in gita. Descrive i personaggi che ruotano attorno alla tragedia, da Abed Salama – il padre di Milad, uno dei bambini – a medici, paramedici, parenti e prossimi vari.
La particolarità del libro è che è scritto da un autore di origini ebraiche, anche se non israeliano, che racconta l’esperienza dei palestinesi in Cisgiordania, Gaza e Israele. E lo fa come se fosse un palestinese.
Tutto ciò diventa molto più chiaro quando, alla fine, si viene a scoprire che il libro non racconta una storia, ma un episodio realmente accaduto che mette in luce le drammatiche condizioni di vita dei palestinesi. Insomma, parafrasando quello che si dice dei paesaggi “è così vero che sembra finto!”
Ma non è solo l’incidente a essere vero, lo sono anche le vite e le storie raccontate da Thrall.

Avrete modo di perdervi tra check point e nomi di nuovi insediamenti ebraici su o a fianco di preesistenti villaggi palestinesi, strade dedicate agli uni o agli altri e muri di divisione. Per aiutarci ci sono delle cartine, ma l’effetto è più di evidenziare una complessità che di chiarire punti oscuri!
Potrete anche rileggere le date: quelle delle Intifade e quelle dei cosiddetti accordi di pace e imparare qualcosa di più anche sulle divisioni interne ai palestinesi e agli israeliani.
Insomma, come scrive Coetzee sulla copertina: “Le migliori pagine sulla Palestina che abbia mai letto”.

L’ultima parte, dal titolo Epilogo, mette in luce che si è trattato di una tragedia evitabile: se i soccorsi fossero arrivati prima, dai punti più vicini, israeliani, o senza dover attraversare check point e muri, quelli palestinesi. L’Autore denuncia anche una serie di responsabilità: da chi avrebbe dovuto controllare strade, veicoli, mezzi di soccorso, fino alla mancanza di scuole, per le quali nessuno fu chiamato a rispondere.
Infine una sostanziosa bibliografia a sottolineare la serietà del testo e altrettanto sostanziose pagine di ringraziamenti a chi ha sostenuto lo scrittore ma anche e soprattutto ha condiviso con lui la propria storia. 

di Anna Urbani

Nathan Thrall
Un giorno nella vita di Abed Salama. Anatomia di una tragedia a Gerusalemme 
Neri Pozza 2025, pp. 272, euro 19,00