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I soldati dell'ACQUI decisero secondo coscienza di non cedere le armi ai tedeschi e di non combattere con loro. Dopo l'eccidio, i sopravvissuti rifiutarono di aderire all'esercito fascista di Salò e al nazismo e subirono condizioni sempre più  terribili nei lager, nonostante le ripetute pressioni per farli aderire. 
Questa "scelta consapevole" "fu il primo atto della resistenza, di un'Italia libera dal fascismo", "riaffermaste l'esistenza della patria, e su queste fondamenta risorse l'Italia [..]. e la radice della Resistenza è la base dell'Italia repubblicana" - presidente Ciampi, Cefalonia 2001.

I militari italiani dopo l'8 settembre. Dopo Cefalonia e Corfù. Per una storia della prigionia della divisione Acqui
M9 - Museo del ’900 |Auditorium Cesare De Michelis, via Pascoli 11, Venezia Mestre
Venerdì 23 gennaio ore 16:00

Interverranno
Isabella Insolvibile Università Mercatorum-Istituto Nazionale Ferruccio Parri
Federico Goddi Sapienza - Università di Roma
Filippo Focardi Università di Padova
Lutz Klinkhammer Istituto storico germanico di Roma
coordina
Carlo Bolpin Ass. Nazionale Divisione Acqui
contributi
Fonti per la storia degli IMI: l’archivio dell’Anrp di Venezia-Marco Borghi Iveser
Le interviste ai reduci-IMI dell’Acqui- Sandra Savogin ANPI