Mai state allineate. Politica e religione: la libertà delle donne
Giancarla Codrignani
Ed. La Meridiana 2026
Agile, spigliato: di più, snello, leggero, ma sostanzioso e intenso; un libretto che si snoda per circa una centocinquantina di pagine con prontezza e disinvoltura, associate alla felice perspicacia e all’abilità di scavo ermeneutico e approfondimento. Una rapsodia di guizzi sottili, di intuizioni penetranti. Lettori e lettrici avvertono la spirale della potenza di uno sguardo scaltro e fine, che si intensifica vieppiù nello scorrere delle pagine.
L’inossidabile Giancarla Codrignani, icona autorevole degli ambienti progressisti del mondo “religioso” e politico italiano (femminismo compreso) ha centrato ancora una volta l’obiettivo e ha carpito – con questo volumetto – l’interesse dei tanti e delle tante che la seguono da anni. Siamo invitate ad attraversare e a inoltrarci in poco meno di una quarantina di stanze, dove si aprono gli scenari più disparati di luoghi e stagioni della nostra storia, antica a recente, dove figure e questioni sbalzano sulla scena per essere rivisitate, risignificate, ricomprese e, last but not least, sottratte all’oblio e consegnate alla edificazione della genealogia dell’universo delle donne.
A ogni stanza una sorpresa. Ci si sposta dalla figura di Eva (“Eva e Prometeo”) a quella di Cristina di Belgioso (“Cristina Di Belgioso la patriota”), da Maria di Magdala (“Maria di Magdala l’apostola”) a Eloisa (“Eloisa l’intellettuale”), da Pasolini (“Ricordare Pasolini”) a papa Francesco (“Francesco ha fatto quel che poteva, ma le donne non sono contente”); ci si addentra in questioni di fondo: da “la coscienza delle donne e l’aborto” a “il celibato visto dalle donne” … Ma sono solo alcuni dei ritratti o degli ambiti qui ospitati, che spaziano dalla poesia alla storia, da questioni teologiche a segmenti della politica. Una prospettiva dove la presenza delle donne non è più ignorata o oscurata, ma indagata con le lenti di un cristianesimo maturo e consapevole della realtà dell’umano, abitato, meglio, costituito da almeno due generi.
In questa ottica si dischiude una costellazione di aspetti dove alla domanda cruciale e falsamente ingenua che molti (uomini spesso non addentro alle dinamiche del femminismo) si pongono e pongono: "Ma come mai ora che avete raggiunto la parità, ora che avete ottenuto sia il voto, sia la rappresentanza parlamentare, siete ancora così incapaci di un esercizio politico all’altezza dei vostri obiettivi?” l’autrice fornisce una accorta riposta già nella introduzione: “Oggi si potrebbe credere che la parità sia stata realizzata integralmente: sono donne sia il capo del governo che il capo dell’opposizione, perfino la presidenza della Commissione Europea. In realtà si profila invece il grande pericolo dell’omologazione a un modello unico, apparentemente neutro ma di fatto maschile e gerarchico. Per quanto il patriarcato appaia apparentemente sconfitto, c’è il rischio che questa volta siano proprio le donne a veicolarlo, a veicolare il patriarcato, mantenendolo immobile e vincente dentro le istituzioni”. Su tale “neutro ma di fatto maschile e gerarchico” le donne non si stancano di denunciarne l’uso escludente, che non demorde anche nelle menti maschili più “avvedute”; si tratta di un virus che appare contagiosissimo, radicatissimo e resistentissimo: Luciana Castellina sagacemente lo ha definito “l’imbriglio del neutro”.
Disseppellire e risignificare con sguardo di donna: ecco i due verbi centrali – a mio parere – per una recensione di questo volume. Ciò appare con una limpidezza cristallina nel paragrafo “Eloisa l’intellettuale” in cui rifulge la figura di una donna audace, la cui passione ardente non fa da velo a una intelligenza acuta, penetrante e ad una fede smagliante, incarnata in un’anima corporale viva e esultante, nonostante la sventura, all’insegna della libertà delle ragioni del cuore.
Nella sua accurata postfazione, Adriana Valerio annota che, oltre alle biografie, la “combattente Codrignani” ci offre con questo volume squarci e spunti che aprono riflessioni sul presente, soprattutto su una situazione politica attuale contrassegnata dall’uso della forza, che schiaccia soprattutto le donne, in un crescendo di violenza, dove le parole di Virginia Woolf restano inascoltate (Le tre ghinee). E conclude con l’auspicio che faccio mio “Tutto [sta] nelle nostre mani di donne consapevoli al di là di ogni appartenenza religiosa e confessionale”.
di Paola Cavallari
Giancarla Codrignani
Mai state allineate. Politica e religione: la libertà delle donne
Ed. La Meridiana 2026, pp. 167, Euro 16,50
Recensione già pubblicata in https://www.womenews.net