Pubblichiamo le relazioni introduttive che hanno aperto il dibattito su Coscienza e responsabilità nella società polarizzata, tema al centro dell’Assemblea dei soci del 18 aprile 2026.
Carlo Beraldo
A proposito del tempo triste che stiamo vivendo e delle contraddizioni con cui le dimensioni esistenziali della coscienza e della responsabilità si esprimono, ritengo abbia destato stupore per molte persone le pubbliche prese di posizione che papa Leone ha espresso in queste ultime settimane su come va il mondo. Cito alcune delle sue affermazioni:
Lunedì dell’Angelo - 6 aprile 2026 a Regina Coeli: la malvagità corrompe la storia, chiamati ad essere annunciatori di verità (…) preghiamo per la pace, si fermi chi uccide e vuole il mondo in ginocchio.
Sabato 11 aprile - Al termine del Rosario per la pace nella Basilica di San Pietro, Leone XIV esorta ad affrontare come umanità e con umanità quest’ora drammatica della storia. In un mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri...
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Carlo Bolpin
In dieci minuti posso solo indicare i titoli, per affermazioni e con ovvie semplificazioni. Riprendo punti caratterizzanti la storia di Esodo utili per definire nostre linee di riflessioni oggi. Non faccio citazioni per non appesantire l’intervento, ma penso che i riferimenti siano chiari.
La domanda che pongo è se e come sia possibile la formazione e l’azione di una coscienza consapevole, coerente, responsabile, oggi nella situazione in cui sono carenti o mancano i luoghi e i canali di formazione, di dibattito pubblico per un discorso collettivo razionale, non emotivo, non gridato, non polarizzato...
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Gianni Manziega
La storia del cristianesimo, fin dalle origini, è segnata da un susseguirsi di divisioni raramente riconciliate. Eppure Gesù aveva lasciato in eredità il mandato: “Da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35), e ancora: “... Padre, che siano una cosa sola come noi siamo una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato…” (Gv 17,22-23). Mi accosto al tema con il limite dello sguardo parziale di chi vive, pur in modo critico e con sofferenza, all’interno della Chiesa cattolica, e con una particolare attenzione alla situazione italiana...
Anna Urbani
Per organizzare il mio contributo, mi è stato chiesto uno sguardo personale, ho pensato di rispondere alle tre domande: chi sono, da dove vengo e dove vado (e perché).
Chi sono? Dal punto di vista della fede, sono una battezzata. Ho pensato di usare questa definizione perché più “oggettiva”, non sbilanciandomi sul credere o meno, e quanto, e come. Dal punto di vista della professione sono una psichiatra.
Da dove vengo? Vengo da una famiglia di tradizione abbastanza solidamente cattolica romana: Azione Cattolica da parte di padre, scout da parte di madre, preti e suore nella generazione dei nonni. Mio fratello Carlo, nel Tolettino di Giovanni Benzoni, Epistolario 2001-2022 in quattro mail, descrive bene mio papà e la sua famiglia...