locandina

La ferita originaria di Maria Antonietta Vito 
Castelvecchi Editore 2023
Romanzo corale alle pendici del Vesuvio: in un lungo arco di tempo tra guerra e dopoguerra s’intrecciano i destini di personaggi segnati ciascuno dalla propria «ferita originaria».
 
 Anna Urbani, psichiatra, e Vittorio Borraccetti, magistrato, membro del collettivo redazionale di Esodo, dialogano con l’autrice.
13 APRILE ORE 17.30 M9 LAB INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI  
M9 – Museo del ’900 
via Giovanni Pascoli 11 Venezia Mestre 
Sinossi: Tanino nasce ed Esterina, sua madre, muore nel metterlo al mondo: ferita originaria, che s’imprime nella carne come disperata incapacità d’amare. Le generazioni si susseguono, i destini s’intrecciano, le storie con inesorabile naturalezza si snodano l’una dall’altra. Follia e saggezza si tengono per mano, in un percorso labirintico attraverso un lungo arco di tempo, sullo sfondo d’una striscia di terra tra il vulcano e il mare, luogo reale e mitico al tempo stesso, fiaba metafisica, in cui vita e morte coabitano.
Adulti e bambini, donne e uomini, si portano incollato addosso uno stigma che li obbliga a una lotta serrata, quasi epica, con le proprie lacerazioni. Lo riconoscerà uno di loro, il più giovane: «Nascere poveri, in un buco di paese, questo forse è il peccato originale. Anzi, no, non è un peccato, è una ferita, e niente te la guarisce…». Gaetano, Lucia, Nunziata, Salvatore, Amalia, Eugenio, in modi e con esiti diversi, s’avventurano in percorsi di conoscenza segnati da luci e ombre, orrori e tenerezze.
Maria Antonietta Vito dà vita ad un racconto polifonico, dai colori a tratti foschi, a tratti solari, affidato a una voce narrante che adotta lo sguardo di ciascun personaggio, ne segue i passi, ne scruta le emozioni, ne cattura i pensieri, ora con ironia, ora con compassione, ora con vibrante simpatia, servendosi d’uno stile affabulatorio, quasi da cantastorie.

Nota biografica: Maria Antonietta Vito, nata a Napoli, vive da molti anni a Padova. Questo è il suo terzo romanzo dopo Il Viaggio (1988) e Il disincanto (1992). È autrice di raccolte poetiche (La casa dei silenzi, Tutto di te rimane, Se sei felice) e, in collaborazione con Domenico Canciani, ha curato per Castelvecchi l’edizione critica di numerosi scritti filosofici di Simone Weil: Una Costituente per l’Europa. Scritti londinesi e L’amicizia Pura (2013), Padre Nostro e Viaggio in Italia (2015), Venezia Salva (2016), La persona è sacra? (2017).