Camminare può cambiarci la vita di Shane O'Mara, Einaudi 2020

Ci sono delle azioni umane automatiche della cui necessità e importanza ci accorgiamo solo quando un qualche motivo interno o esterno ci impedisce di esercitarle. Una di queste, non so dire se sia anche la più importante, è camminare. A essa è dedicato il libro di Shane O'Mara, dal titolo eloquente e invitante: Camminare può cambiarci la vita.
L'autore è professore di Experimental Brain Research e direttore di ricerca presso il Trinity College di Dublino.

Il libro ci porta a scoprire, cominciando dalle orme lasciate molto tempo fa dai nostri progenitori e finendo con gli spazi verdi delle nostre città, l'importanza di camminare dal punto di vista filogenetico e ontogenetico. I nostri antenati hanno potuto “colonizzare” il mondo camminando. Ciascuno e ciascuna di noi non ha memoria di come ha imparato a camminare, ma può rivedere in figli, nipoti e bambini come avviene il passaggio dal gattonare al camminare. Questo momento della vita è critico ma fondamentale e ci consente di sperimentare e fare molte più cose di chi non è bipede, sia dal punto di vista individuale che delle interazioni sociali. Il libro è particolarmente ricco di note che danno l’idea di quanto gli studiosi si siano occupati di perché si cammina così e come camminare migliori l'attività cerebrale. Noi, d’altra parte, sappiamo per esperienza diretta che camminare fa bene, fa pensare, fa trovare soluzioni inedite, fa stare meglio insieme. Trovo stimolante ancora il riferimento al ritmo come base del movimento e all’immaginazione come elemento centrale per districarci nelle diverse situazioni, in particolare quando torniamo in luoghi noti o quando siamo in mezzo alla folla. Camminando si migra quando lo si ritiene necessario per la vita, si scopre il mondo, si protesta per tante idee condivise.

Il libro si conclude con un appello a politici, architetti e medici: tenete conto di tutto ciò quando governate, progettate e curate gli abitanti delle città, che sono destinate a essere la sede principale della vita degli esseri umani. L’Autore propone un acronimo: EASE, che significa easy, accessible, safe e enjoyable, noi potremmo dire Facili Accessibili Sicure Gradevoli!
Anche per il particolare momento che stiamo vivendo e che sta producendo un drammatico aumento delle diseguaglianze, a me piace concludere con il proverbio africano che si trova nel libro a p. 39 “Se vuoi andare veloce vai da solo. Se vuoi andare lontano vai in compagnia”.

a cura di Anna Urbani

Shane O'Mara, Camminare può cambiarci la vita, Einaudi 2020, pp. 192, euro 13,00