di Alberto Madricardo, in Ytali. 22 ottobre 2025

La Festa ha cominciato a incrinare il muro di vetro che divide la Piazza dalla città. Ha dischiuso davanti agli occhi dei veneziani uno spazio di possibilità che essi stessi ritenevano perduto. È stato dunque un piccolo ma importante passo simbolico che va nel senso della rivitalizzazione della Piazza e con essa, della città intesa come comunità viva e consapevole

Venerdì 17 ottobre, ore 16, Piazza San Marco – Venezia: con la visita guidata gratuita alla Biblioteca marciana è cominciata la “Festa dei veneziani in Piazza”. Alle ore 17 è partita la visita guidata offerta da Casa The Human Safety Net (Procuratie vecchie). Alle 18, quella al Negozio Olivetti – Bene FAI. Contemporaneamente, quella guidata gratuita alla Piazza proposta dall’Associazione delle Guide turistiche di Venezia, su due turni per un totale di 50 persone al giorno per i tre giorni. 

Da venerdì a domenica – durante i pomeriggi del 17-18-19 ottobre – le visite guidate si sono susseguite senza sosta. Erano state in precedenza prenotate da cittadini veneziani, grazie a un apposito programma installato nel sito di P.E.R. Venezia consapevole ETS. Siccome i posti prenotabili per tutte le visite erano complessivamente 285, le richieste oltre questo numero – e sono state molte – non hanno potuto purtroppo essere accolte.
Sabato 18, mentre ripartivano le visite guidate alle istituzioni marciane, ha avuto inizio “La Piazza dei bambini”, il primo dei due pomeriggi dedicati appunto ai bimbi, gestito dalle animatrici del Comitato Rialto novo: i piccoli veneziani sono stati introdotti e familiarizzati con la Piazza per mezzo di filastrocche, girotondi e giochi vari. 
Più tardi al Caffè Al Todaro la performance dell’intreccio di letture poetiche di Franco Avicolli (Gualtiero Bertelli, in programma, non ha potuto partecipare per indisposizione) con la musica del flauto di Federica Lotti, accompagnata dagli spritz calmierati per i veneziani.
Domenica pomeriggio la seconda giornata de “La piazza dei bambini”, gestita questa volta dal Circolo Luigi Nono delle Giudecca, con cioccolata calda finale offerta dallo stesso Florian a una folla straripante di bimbi. Stesso programma di visite, in più quella allo storico Caffè Florian, mentre al Caffè Al Todaro sipresentava il libro “Un teatro PER Venezia” accompagnato da una performance teatrale di Alberto Madricardo, Paolo Puppa e Guia Varotto. A conclusione della Festa lo spritz nello stesso Caffè, a prezzo calmierato per i locali. 
Questo in breve l’intenso programma svolto nelle tre giornate della Festa, purtroppo ridotto rispetto a quello iniziale a causa delle molte limitazioni di leggi e regolamenti che gravano sulla Piazza, rendendola uno spazio quasi inagibile per i veneziani: fino all’ultimo l’effettuazione stessa del nostro evento è stata in forse.
Un bilancio provvisorio: le Giornate della Festa si proponevano di riavvicinare i cittadini all’unica Piazza della loro città, San Marco (dove la domenica un tempo si usava andare con il vestito della festa), di riaccendere nei loro animi un “bisogno di Piazza” da tempo sopito, nascosto sotto un velo di rassegnazione.
Da molti anni ormai San Marco è diventata una terra di nessuno, uno spazio caotico, dilavato da carovane di gente che la occupa senza avere alcun sentore della sua dignità e del rispetto che a essa è dovuto non solo per la sua storia ma anche per essere essa il centro simbolico di Venezia, della sua comunità cittadina, che non si rassegna a essere emarginata.
La Festa ha cominciato a incrinare il muro di vetro che divide la Piazza dalla città. Ha dischiuso davanti agli occhi dei veneziani uno spazio di possibilità che essi stessi ritenevano perduto. È stato dunque un piccolo ma importante passo simbolico che va nel senso della rivitalizzazione della Piazza e con essa, della città intesa come comunità viva e consapevole. Altri in questa direzione seguiranno, per rendere più continua, “normale”, la presenza dei veneziani nell’area marciana. Già se ne parla.
Mentre domenica stavamo guardavamo i bambini che in frotte impazienti aspettavano la cioccolata calda davanti al Florian, un quarantenne papà veneziano mi ha raccontato di essersi egli stesso stupito a sentirsi rispondere, a un amico poco prima incontrato per strada che gli chiedeva dove stesse andando: “vado in Piazza”. “Questa frase – ha aggiunto – prima di oggi mi pare di non averla pronunciata mai”.  

La Festa è stata promossa da: Abitanti di S. Giacomo da Lorio, ABC Ambiente Bene Comune, Associazione Culturale Nemus, Associazione Esodo, Associazione Laguna nel bicchiere, P.E.R. Venezia consapevole ETS, Associazione Poveglia per tutti, Circolo ARCI “Luigi Nono” Giudecca, Circolo Culturale Luigi Nardi, Comitato Cittadini Campo Rialto novo e adiacenze, Comitato Danni da Movida, Comitato per il ritorno di Piazza San Marco alla città, Gruppo di lavoro documentario “La Piazza di Venezia”, Marevivo veneto, Stefano Zago ArtS. Con l’adesione dell’Associazione di Piazza San Marco (APSM).