Osservatorio interreligioso  sulle violenze contro le  donne    COMUNICATO

Allarme Violenza domestica. Alle comunità RELIGIOSE e CIVILI: Non perdano l’occasione! 

Siamo in un tempo drammatico, un tempo inedito che incontra però una mostruosità che inedita non è: la violenza maschile sulle donne.

Aumentano voci allarmate per il fondato sospetto (o per la presenza accertata) di un accentuarsi della violenza maschile domestica.  I messaggi circolano da qualche giorno in socials  sensibili alla vita/salute delle donne – solo e di sfuggita in qualche organo di stampa, ma per nulla in TV.  Quando abbiamo appreso le diposizioni emergenziali del governo,  la nostra mente subito ha compiuto una associazione: la maggior parte (più dell’80%) di femminicidi maschili si consumano proprio tra le pareti  domestiche. L’isolamento è una delle caratteristiche più comuni delle relazioni abusanti, ed è già dimostrato come la violenza domestica aumenti durante i periodi di vacanza dal lavoro esterno della donna. Le vittime, ora, sono ancora più vittime.

Un dramma che persiste da un tempo immemorabile (e si è incrementato nella contemporaneità), va ora a cozzare ancora più violentemente con la sventura generalizzata che stiamo vivendo. È vero che siamo tutti nella stessa barca, ma a qualcuna è stato imposto lo spazio di una cella sudicia, soffocante.   La coscienza civile nel suo complesso pare non avvedersene. Ci è capitato di vedere un video in cui si mostrava una donna su un balcone che voleva suonare il flauto unendosi a chi, in solidarietà, celebrava l’inno nazionale. Un uomo la raggiunge e per due, tre volte la percuote. I due poi scompaiono. Chi filma il video ride divertito in compagnia di altri... e condivide nella rete l’episodio come esilarante. E l’episodio non è certo tra i più crudeli, ma sta a indicare quanto non ci si renda conto del dilemma vissuto da molte “cittadine”: stare nelle case per non subire il contagio ma stare nelle case in un clima pericoloso, subendo la tortura di maltrattamenti, vessazioni, minacce e insulti. L’esperienza di pandemia che ci ha preceduto, nella provincia di Hubei, conferma un incremento delle violenze maschili. E rende tremendamente motivate le nostre apprensioni.

È un dramma che si aggiunge al dramma. Non possiamo tacerlo!  La convivenza forzata potrebbe durare parecchio.  Ci uniamo ad altre  associazioni,  FDEI, Se non ora quando, We Word, e alla procuratrice Maria Letizia Mannella: ella raccomanda anche di evitare dopo le 18 di uscire di casa per fare le commissioni, per esempio andare in farmacia o al supermercato, e soprattutto di trovarsi in luoghi isolati la sera. Rivolgiamo  in nostro APPELLO alle autorità RELIGIOSE e CIVILI. Non perdano l’occasione e agiscano. I rappresentanti autorevoli delle comunità religiose alzino la voce, sensibilizzando e responsabilizzando con parole ferme  i fedeli maschi su questo tema. E sostengano, come possono, le fedeli femmine, togliendole in primis dall’insostenibile  isolamento, e poi aiutandole  concretamente.  Le comunità religiose non dovrebbero abdicare a questo compito di opere di misericordia e mancare al sostegno a donne che vivono l’oppressione/violenza dei partner, e lo facciano mettendo in campo la dignità e l’equità che il divino assegna a donne e uomini.   

Offriamo le informazioni che ci fornisce D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), associazione molto attiva in questo campo a cui siamo grate, e che il 17 marzo ha annunciato che “I Centri Antiviolenza della rete D.i.Re si sono organizzati per rispondere all’emergenza COVID-19 e alle disposizioni emanate dal governo con l’istituzione della zona rossa a livello nazionale, in modo da non lasciare sole le donne che hanno subito violenza”. Sul sito D.i.Re potrete trovare sedi e centri cui  rivolgersi. In Italia esiste un numero gratuito e multilingue, attivo 24 ore su 24, al quale è possibile rivolgersi se si ha bisogno di aiuto: 1522. È promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento per le Pari Opportunità. È anche possibile chattare  con una delle operatrici; sullo stesso sito leggiamo la news (19 marzo) che la “Ministra Bonetti riunisce la cabina di regia; al via tavoli bilaterali e 10 milioni per un bando antiviolenza”. 

E infine un ultimo appello a noi tutte e tutti: "Se sentite rumori strani, chiamate la polizia. Le donne vittime di violenza non possono farlo".  

Ci congediamo nello spirito della preghiera, e con un invito alla speranza.

L’Osservatorio interreligioso  sulle violenze contro le donne .                                                  20 marzo  2020.